OLBIA. Nella prestigiosa cornice dello Yacht Club Porto Rotondo, istituzioni e organizzatori hanno svelato i dettagli della Fiera Nautica di Sardegna, in programma dal 7 al 9 maggio. Tra internazionalizzazione, innovazione e crescita industriale, l’evento si conferma asset strategico per l’intera regione. Un asse solido tra imprese e istituzioni per trasformare la nautica da semplice richiamo turistico a pilastro della produzione industriale sarda. È questo il messaggio emerso oggi durante la presentazione della quinta edizione della Fiera Nautica di Sardegna, che animerà la Marina di Porto Rotondo dal 7 al 9 maggio.
Il Presidente del Cipnes, Livio Fideli, ha aperto l’incontro sottolineando il salto di qualità della manifestazione: "Grazie a un accordo strategico con l'Assessorato regionale all'Industria, abbiamo puntato decisi sull’internazionalizzazione. Questo ci ha permesso di promuovere l'eccellenza sarda in palcoscenici globali come Düsseldorf".
I numeri della fiera confermano il trend di crescita: circa 250 imbarcazioni esposte e oltre 150 stand quasi interamente occupati. "La condizione essenziale per partecipare – ha precisato Fideli – è avere una localizzazione in Sardegna, a testimonianza del legame indissolubile con il territorio". Quest’anno, inoltre, l’area istituzionale vedrà la partecipazione dei consorzi industriali di Ogliastra, Nuoro, Sassari e Porto Torres. Angelo Colombo, organizzatore dell'evento, ha illustrato le novità logistiche che renderanno il percorso espositivo ancora più fluido: "Per la quarta volta torniamo a Porto Rotondo e lo facciamo con soluzioni innovative, come le piattaforme galleggianti che creeranno un semicerchio espositivo senza interruzioni". Oltre alle novità cantieristiche e ai numerosi stand, la fiera ospiterà una sezione dedicata alle auto d’epoca delle Forze dell’Ordine e tante altre sorprese. "È una vetrina del Made in Italy – ha aggiunto Colombo – dove il piccolo artigiano e la grande industria sarda trovano la stessa visibilità". Un concetto ribadito anche da Aldo Carta (Cipnes), che ha evidenziato come la programmazione triennale stia consolidando l’evento quale polo delle eccellenze produttive regionali. L'intervento dell'Assessore regionale all’industria Emanuele Cani ha spostato l'accento sulla visione politica a lungo termine. Il passaggio della competenza della Fiera dall'Assessorato al Turismo a quello della Programmazione e dell'Industria segna un cambio di paradigma: "Il nostro obiettivo è produrre, non solo ospitare. Vogliamo che la Sardegna diventi il luogo dove le imbarcazioni si costruiscono, aumentando l'impatto sul PIL regionale". La nautica viene così elevata a pilastro economico, al pari dei distretti del sughero o della ricerca scientifica d’avanguardia. Il Sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, ha rivendicato il lavoro infrastrutturale svolto negli anni: "Siamo partiti dalle strade e dai sottoservizi per arrivare oggi a un grande progetto di connessione dati specifica per il distretto della nautica. Lavoriamo affinché questo sviluppo serva l'intero territorio regionale". Il mare come cultura e stimolo per i giovani In chiusura, il Direttore Marittimo del nord SardegnaGianluca D’Agostino ha ricordato il valore simbolico e culturale del mare, citando la recente Giornata del Mare celebrata a Nuoro: "In un’isola, il mare deve essere l'elemento trainante per l’economia e uno stimolo per le nuove generazioni. Vedere l’entusiasmo dei ragazzi ci conferma che siamo sulla strada giusta". L'appuntamento è dunque per il 7 maggio, per una tre giorni di business, talk e innovazione che promette di posizionare la Sardegna ai vertici della nautica mediterranea.