OLBIA. La lunga e imponente fila di auto sulla statale 125, in marcia da Olbia verso Arzachena, è il primo inequivocabile segnale: un evento di proporzioni inedite per l'Isola stava per prendere vita. Una viabilità certamente da ricalibrare in futuro per separare il flusso diretto al maxi concerto da chi semplicemente si spostava verso Palau, ma compensata da parcheggi immensi e da un'organizzazione impeccabile con una presenza massiccia di forze dell'ordine, polizia locale, barracelli, vigili del fuoco, protezione civile e volontari. Poi, dopo una piacevole camminata in mezzo alla folla, l'ingresso in una dimensione parallela. A fare da cornice qui sono le maestose rocce granitiche galluresi, che avvolgono l'Ippodromo e rendono lo spettacolo visivo semplicemente magico, complice anche l'inevitabile polvere che si solleva a ogni salto, avvolgendo scarpe, vestiti e pelle di un pubblico in estasi.
È proprio in questa cornice che Salmo ha fatto il suo trionfale ritorno a casa. L’energia è esplosa non appena il padrone di casa ha calcato il palco principale, regalando una maratona a perdifiato pensata per omaggiare la "sardità" in ogni sua forma e ripercorrere le tappe di una carriera in continua evoluzione. Giocare in casa ha un sapore diverso, e l'artista di Olbia non ha nascosto l'emozione, confessando alla sua gente di aver compreso appieno il legame con l'Isola solo alla soglia dei 40 anni. L'apertura è stata affidata alla potenza travolgente di "On Fire", impreziosita dall’intro sulle note dell’"Ave Maria Catalana" di Maria Carta, dando il via a una cavalcata che ha mischiato adrenalina pura a momenti di grande intimità.
Accompagnato dalla sua band, Le Carie, Salmo ha riversato sul pubblico un concentrato di impatto sonoro incendiario. La scaletta ha snocciolato i pesi massimi del suo repertorio, da "Russell Crowe" e "1984" a "Stai zitto", "N€urologia", "Papparapà", "Bounce!" e "Daytona". Non sono mancati ripescaggi storici e hit trascinanti cantate a squarciagola dal pubblico, in una sequenza letale che ha visto alternarsi "Il figlio del prete", "Criminale". Tra "Eclissi", "A Dio", "La prima volta", "S.A.L.M.O." e "Diavolo in me", lo show ha tenuto altissima la tensione emotiva, esplodendo letteralmente sui cori di "Perdonami", l'inno indiscusso "90MIN" e "Il cielo nella stanza". A impreziosire ulteriormente il set, la rilettura inaspettata e trascinante di "Gambale Twist", vero e proprio tributo a I Barritas, l'omaggio a Francesco Pilu e alle sue launeddas nell'introduzione di "The Island", e la comparsa sul palco del primo ospite, Centomilacarie, per "Non mi riconosco".
Ma il concerto è stato solo il cuore pulsante di una festa durata dodici ore. Dalle prime ore del pomeriggio fino a notte fonda, il Lebonski Park si è confermato un esperimento ambizioso e un ecosistema perfetto di divertimento, capace di unire l'adrenalina dei festival internazionali all'anima aggregativa delle feste di paese. Famiglie, bambini e adulti si sono mescolati tra decine di attrazioni: una torre panoramica alta 40 metri con vista mozzafiato sull’arcipelago di La Maddalena, il percorso gonfiabile più grande d’Italia e il suggestivo Dinopark animato da creature a grandezza naturale. Nel cuore del parco, il Saboré l'area dedicata alla gastronomia, mentre fin dal tardo pomeriggio la Live Arena aveva preparato il terreno con i set di SCAR, Shari e della band sarda Good Intention.
Qualche dettaglio organizzativo da perfezionare c'è stato, in particolare l'adattamento ai sistemi cashless con braccialetti ricaricabili da app rallentati da una rete mobile GSM internet quasi assente e file interminabili alle casse.
Dettagli trascurabili che non hanno minimamente intaccato la magia di una giornata che ha segnato uno spartiacque. La tensione del live ha poi cambiato registro nella parte finale, trasformando l'arena in un gigantesco club a cielo aperto. Con il DJ deck a dominare la scena, il palco ha visto alternarsi giganti del rap come Nitro, che ha infiammato la folla con "Mob" e "Marylean", e Noyz Narcos, padrone assoluto della scena con "Mic Check" e "Respira". Il climax della festa elettronica è stato infine affidato a Gabry Ponte, che ha fatto saltare l'intero ippodromo sulle note di "Tik Tak". Una pagina storica nel panorama degli eventi sardi, con la consapevolezza che il Lebonski Park continuerà ad accogliere visitatori fino al 23 agosto, mantenendo viva un'atmosfera unica nel suo genere.