OLBIA. Un'imponente operazione a tutela del territorio ha interessato nella giornata del 4 agosto l'area di Cala Finanza, uno dei tratti costieri più delicati e di pregio del Comune di Loiri Porto San Paolo, già sottoposto a stringenti e molteplici vincoli paesaggistici e ambientali. Su disposizione della Procura della Repubblica di Tempio Pausania, che ha emesso un decreto di sequestro preventivo d'urgenza, sono scattati i sigilli per l'immobile noto come "Villa Joy". L'operazione è stata condotta in sinergia da una task force composta dal personale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale di Tempio Pausania, affiancato dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Cagliari e dal Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Sassari.
Al centro del provvedimento vi è una presunta radicale trasformazione dell'area, operata in aperto contrasto con le normative vigenti. Stando a quanto emerso, la struttura principale sarebbe stata destinata a un uso non conforme agli strumenti urbanistici. Il blitz ha portato alla luce anche una serie di interventi collaterali ritenuti illeciti: attorno alla villa, infatti, sono state individuate e sequestrate diverse piste tracciate abusivamente e una costellazione di moduli prefabbricati funzionali all'immobile, posizionati con modalità incompatibili con la destinazione urbanistica della zona.
Ma l'indagine non si ferma all'aspetto puramente edilizio e ambientale. L'operazione ha assunto anche una marcata rilevanza culturale: all'interno del perimetro interessato dai lavori, le autorità hanno posto sotto sequestro un'area che presenta chiare emergenze di natura storico-archeologica. Questo ritrovamento richiederà l'intervento diretto dei funzionari archeologi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (ABAP) di Sassari e Nuoro, i quali avvieranno indagini approfondite per catalogare i reperti e verificare l'impatto dei lavori abusivi sul patrimonio storico sommerso.
Attualmente, la Procura tempiese mantiene il massimo riserbo, ma è confermato che la posizione di svariati soggetti è al vaglio degli inquirenti. Le contestazioni si preannunciano pesanti: le ipotesi di reato ruotano attorno a plurime violazioni del Testo Unico in materia edilizia e alle rigide disposizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio.