OLBIA. «Olbia è una città sicura nessun Far West e nessuna intenzione di lasciare che passi l'idea di una città in trincea». Questa mattina, nella sala giunta del palazzo comunale di Olbia, il sindaco Settimo Nizzi ha tenuto una conferenza stampa per fare il punto sulla sicurezza cittadina a seguito dei fatti avvenuti l'altra sera all'interno di un ristorante asiatico del centro storico, dove un uomo armato di coltello ha ferito quattro persone, poi ricoverate in ospedale.
Per il primo cittadino, i recenti episodi di cronaca e le violenze non rappresentano un fenomeno preoccupante, né giustificano iniziative autonome da parte della popolazione. «La cosa che dal punto di vista umano mi ha ferito profondamente è leggere di cittadini che vogliono creare ronde o armarsi», ha dichiarato Nizzi, sottolineando la volontà di muoversi esclusivamente nell'ambito della legalità e respingendo l'idea di gruppi di ronde volontarie. «Non abbiamo presidi di delinquenza perché abbiamo la presenza di queste persone dentro una comunità sana».
Per incrementare il presidio del territorio, l'amministrazione intende intervenire sulle strutture comunali esistenti. «Stiamo pensando di istituire un Corpo Speciale all’interno della Polizia Locale che dovrà occuparsi della sicurezza cittadina», ha spiegato Nizzi. Si tratterà di personale già formato e con anzianità di servizio che andrà a potenziare i controlli, «non per sostituirci ai compiti della Polizia di Stato, ma per dare una mano e offrire rinforzi».
Nel corso della conferenza, il sindaco ha riferito che sono già state impartite le direttive per monitorare specifiche vie e abitazioni in cui vengono affittati appartamenti, anche in nero, a numerose persone. «Abbiamo già trovato due case e identificato le persone che ci vivono e abbiamo fatto la denuncia alla Procura della Repubblica, ma soprattutto stiamo indicando quelle case come inagibili dal punto di vista dell’abitabilità e verranno sequestrate», ha continuato Nizzi.
Tre sono i principali centri problematici individuati dal Comune: una palazzina in viale Aldo Moro e due stabili nella zona industriale, usati nel tempo come rifugio da diversi senza fissa dimora. «La problematica che abbiamo riscontrato è che tutte queste persone sono richiedenti asilo e altre sono con la fedina penale sporca per atti contro il patrimonio o episodi di violenza. Ci sono inoltre numerose persone che soffrono di malattie mentali, verso le quali è complicato rapportarsi perché dopo il TSO non ci può essere un’ordinanza di espatrio», ha aggiunto il sindaco, ricordando il costante contatto con i vertici delle forze dell’ordine. La strategia da applicare sul territorio è stata condivisa durante l’ultimo Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza, tenutosi il 24 agosto scorso a Sassari.
Nizzi è poi intervenuto sull'ordinanza sindacale che alcune settimane fa ha vietato il parcheggio lungo via Fiume, misura che ha destato qualche ilarità ma che il sindaco ha motivato con ragioni di sicurezza e decoro urbano. «La questione che ha destato ilarità è quella della scelta di impedire il parcheggio in via Fiume: questo serviva per far sì che si possa controllare meglio la via e le abitazioni che ci sono. Sono 130 metri lineari di strada con una larghezza che non prevede lo spazio per un marciapiede e anche per i parcheggi», ha chiarito. La strada era troppo stretta e dietro le vetture si nascondevano malintenzionati. «Verrà rifatto il marciapiede e rafforzata l’illuminazione. Ci sarà una riqualificazione della strada; mi spiace che sarà a scapito di qualche parcheggio, ma tutti dobbiamo fare qualcosa».
A conclusione dell'incontro, il primo cittadino ha rivolto un invito alla cittadinanza per favorire il controllo del territorio: «Quello che chiedo ai nostri concittadini è di segnalarci le situazioni: gli chiediamo aiuto per dargli risposte precise, anche in maniera anonima».