OLBIA. Quarant'anni di salsedine tatuata sulla pelle, un amore carnale per il vento e una tavola che è diventata l'estensione naturale del suo stesso corpo. Un girovagare continuo alla ricerca dello spot perfetto che lo ha portato a eleggere la Sardegna come sua seconda casa. Sull'Isola, infatti, Ray non si accontenta di sostare, ma va letteralmente a caccia di onde e vento ogni singolo giorno. È proprio in questo paradiso naturale, spostandosi strategicamente tra le acque piatte e termiche di Culuccia e Murta Maria e i set di onde brutali di Cala Pischina, che Gasperini svolge i suoi corsi, trasformando il mare sardo in un'accademia a cielo aperto per atleti e appassionati. Un legame con questa terra reso ancora più profondo da un formidabile passaggio di consegne: il suo storico numero velico, l'I-157, è stato ceduto come un fortunato testimone alla cagliaritana Marta Maggetti, accompagnandola a volare fino alla conquista della medaglia d'oro olimpica nella classe iQFOiL ai Giochi di Parigi 2024.
In un curioso e affascinante incrocio del destino, il campione italiano taglia il traguardo dei sessant'anni il 27 settembre. Una data segnata in rosso sul calendario sportivo capitolino: è lo stesso giorno in cui è nato un altro figlio prediletto di Roma, Francesco Totti. E se l'ex capitano, più giovane di dieci anni esatti, ha fatto la storia sull'erba dell'Olimpico difendendo i colori giallorossi, Gasperini – che per un ironico scherzo del destino e a decisa differenza del "Pupone" è di dichiarata e accesa fede laziale – ha scritto la sua dominando le mareggiate oceaniche. A condividere il traguardo anagrafico del 1966 e lo stesso giorno di compleanno di Ray c'è poi un'altra icona nazionale, il cantautore Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti: ragazzi in grado di dettare il ritmo e ispirare i sogni di intere generazioni in universi paralleli. Ma se per il "ragazzo fortunato" la strada è stata segnata in modo indelebile dalle rime e dai palchi, per Gasperini la scintilla vitale è scoccata lontano dal caos cittadino. Tutto ebbe inizio in un giorno di ribellione adolescenziale, trasformatosi in un appuntamento con il destino. Passando per caso sulla spiaggia di Marina di Palo, il giovane Ray ebbe una vera e propria folgorazione vedendo un surfista spiccare il volo a pochi metri dalla riva. Da quell'istante, la sua traiettoria di vita si è piegata alle leggi dell'aerodinamica e del mare. Divenuto un autentico waterman a soli diciotto anni, Ray ha consacrato ogni singola cellula del suo corpo all'oceano.
Negli anni successivi si è trasformato nell'atleta italiano più conosciuto e vincente a livello internazionale. Ha incrociato le traiettorie e sfidato faccia a faccia i miti assoluti del circuito mondiale PWA, mostri sacri del calibro di Björn Dunkerbeck, Robby Naish, Jason Polakow e Gollito Estredo. In un mondo dominato da atleti oceanici, Gasperini ha imposto il suo stile firmando manovre acrobatiche inedite che oggi portano fieramente il suo nome nei manuali di questo sport, prima fra tutte l'iconico "Misty Ray".
Il suo è un curriculum agonistico che incute soggezione. Conta più di dieci anni come atleta di punta della scuderia Red Bull, entrando nella storia come il primo surfista italiano in assoluto ad essere sponsorizzato e scelto come volto dalla celebre multinazionale austriaca. Un sodalizio d'eccellenza a cui si aggiunge il prestigioso legame con Mercedes, che per oltre un decennio lo ha supportato come simbolo di dinamismo senza confini. È stato l'ingegnoso inventore della prima rampa galleggiante per i salti in acqua e memorabile resta la sua avventura in Valtellina, quando decise di lanciarsi dalle ripide pendici di Bormio affrontando la neve con un'attrezzatura del tutto simile a un windsurf. Ha collezionato innumerevoli titoli italiani (freestyle e wave), ha conquistato podi mondiali nel circuito PWA e ha coronato la sua epoca d'oro con l'ambita consacrazione a "Waterman of the Year" nel 2010. Eppure, ciò che rende inimitabile la figura di Gasperini è la sua inesauribile spinta verso il futuro. Lontano dall'essere uno sportivo appagato dai trofei, a sessant'anni suonati detta ancora legge tra le onde con l'energia di un debuttante. Istruttore instancabile, è stato tra i primi in assoluto a volare sull'acqua con il foil più di cinque anni fa, confermandosi poi esploratore del wingfoil e, recentemente, pioniere del parawing, conquistando un impensabile terzo posto al World Master GWA nel 2023.
Il suo segreto è una dedizione maniacale e la rarissima capacità mentale di trovare il gusto della sfida anche durante la bonaccia, trasformandola nell'ennesima occasione per esibire una tecnica sopraffina. Oggi Gasperini è un mentore saggio, promotore di eventi internazionali e padre profondamente orgoglioso di Luca e Giulio, entrambi atleti e pro surfer. In questa veste ha ideato l'Xray Talent Factory, un format di successo nato per scovare i migliori futuri campioni italiani, fucina di talenti che oggi svettano ai vertici mondiali come Francesco Cappuzzo e Jacopo Testa.
Nonostante il suo essere cittadino onorario dei migliori spot del pianeta, per spegnere le sessanta candeline Ray ha scelto di tornare alle proprie origini. Il campione ha infatti festeggiato l'occasione con i suoi amici di sempre in una festa indimenticabile sul litorale romano, a Fregene, presso lo stabilimento "Controvento". Una serata magica vissuta tra storie, aneddoti e racconti di una vita incredibile, ma anche con la mente già proiettata alle prossime sfide e alla prossima mareggiata, accompagnato come sempre dall'inseparabile compagna Monica, complice fidata che lo segue in giro per il mondo.
Nel suo peregrinare continuo ha guardato negli occhi il volto spietato della natura, finendo sbattuto sui taglienti coralli di Capo Verde da una mostruosa onda di sei metri. Ma come ricompensa, ha assaporato la poesia ancestrale degli oceani, planando a pochi metri da balene, squali, delfini e foche. Con sessant'anni all'anagrafe e un'anima equamente divisa tra il mare di Roma e il vento di Sardegna, Raimondo Gasperini continua a scrutare l'orizzonte con la stessa, insaziabile fame di quel ragazzino ribelle.