Serata finale del Sardinia Film Festival
Premiati i migliori corti in gara

SASSARI. L’ottava edizione del Sardinia Film Festival – il premio internazionale per cortometraggi organizzato dal Cineclub Sassari Fedic e ospitato nel Polo Didattico “Il Quadrilatero” dell’Università di Sassari - si è conclusa ieri sera con la premiazione dei cortometraggi vincitori. Quest’anno le opere in gara erano 150, selezionate tra le 855 pervenute da circa 60 nazioni. Per i numerosi spettatori che hanno seguito tutte le sei giornate del festival è stato come fare il giro del mondo restando comodamente seduti di fronte al grande schermo. «Per una settimana Sassari è diventata lo specchio privilegiato attraverso il quale scrutare Paesi e luoghi differenti, modi di fare cinema spesso lontani da noi, per stile e contenuti, ma capaci di toccare nel profondo ogni spettatore - ha dichiarato il direttore artistico del festival, Carlo Dessì. Per questo motivo, e anche grazie al lavoro di decine di operatori e volontari, il Sardinia Film Festival riceve ogni anno attestati di riconoscimento dalle massime cariche dello Stato».

Tra tutti i lavori in concorso, la giuria – composta da Antonio Bisaccia (direttore dell’Accademia di Belle Arti di Sassari), Vincenzo Boscarino (docente di Storia dello Spettacolo e di Storia del cinema e del video) e Adriana Casu (esperta di arti visive) - ha nominato i vincitori nelle categorie: Animazione, Fiction, Documentario, Video Arte, Sperimentale, Vetrina Sardegna, Scuola. I cinque giurati della Giuria Carta Giovani (Andrea Pandolfi, Andrea Marras, Fabio Zanda, Marta Fiori, Alberto Diana) hanno assegnato il Premio Carta Giovani e varie menzioni speciali ad alcuni dei corti in concorso, mentre il presidente del Sardinia Film Festival, Angelo Tantaro, ha consegnato il Premio di rappresentanza del Presidente del Senato della Repubblica a Marco Asunis, presidente della Ficc (Federazione Italiana Circoli del Cinema). Una menzione speciale è stata assegnata alla memoria di Federico Lubino, il giovane regista di Sassari scomparso un anno fa, il cui cortometraggio Cuore sommerso è stato proiettato tra i film della “Vetrina Sardegna”. A ricevere la menzione è stato il padre del regista che, commosso, ha rivelato al pubblico come «nel dolore immenso per la scomparsa di Federico, l’unica consolazione, per quanto minima, è ritrovarlo all’interno delle sue opere». Alla serata era presente anche Francesco Giusani, regista del Cineclub di Pisa, attualmente impegnato nella realizzazione di un cortometraggio intitolato Culurzones, interpretato da Carlo Delle Piane e tratto da una sceneggiatura scritta proprio da Federico Lubino, con la quale il regista di Sassari era arrivato secondo nel concorso “Il cinema racconta il lavoro” indetto dalla Cineteca Sarda e dall’Agenzia Regionale per il lavoro.

Alla cerimonia di premiazione erano presenti, tra il pubblico, l'Assessore al Patrimonio del Comune di Sassari Vinicio Tedde; la vicepresidente della Sardegna Film Commission Rosanna Castangia; il direttore della Società Umanitaria- Cineteca Sarda Antonello Zanda; il critico cinematografico Elisabetta Randaccio; l'ex direttore dell'Azienda di Soggiorno di Sassari Antonio Arcadu. Nel corso della serata, presentata da Ubaldo Manca, il pubblico ha assistito agli ultimi due eventi speciali di quest’anno. Il primo è stato una breve anticipazione del lungometraggio Perfidia del regista sassarese Bonifacio Angius, già conosciuto e apprezzato dal pubblico e dalla critica grazie al suo lavoro precedente, Sa Grascia. Il regista, accompagnato da due interpreti del film, Stefano Deffenu e Mario Olivieri, ha spiegato al pubblico che il lungometraggio, la cui lavorazione dovrebbe essere ultimata entro il prossimo novembre, è ambientato a Sassari ed è la storia di un uomo di 35 anni e delle sue difficoltà esistenziali affrontate attraverso soluzioni imprevedibili. Il secondo evento speciale della serata è stata la proiezione del cortometraggio vincitore del David di Donatello 2013, L’esecuzione del regista napoletano Enrico Iannaccone, storia di un giovanissimo malavitoso che si barcamena tra il suo lavoro di sicario di professione e l'assistenza alla madre gravemente malata.

Evento collaterale del Sardinia Film Festival è stato quest’anno l’incontro-laboratorio “Per un’industria del cinema e dell’audiovisivo in Sardegna” al quale hanno partecipato numerosi lavoratori del settore, dai registi agli attori, dai costumisti ai tecnici del suono e a numerose altre maestranze. Tra i registi presenti, Marco Antonio Pani, Enrico Pau, Bonifacio Angius e il presidente della Sardegna Film Commission Antonello Grimaldi.

Il Sardinia Film Festival quest’anno avrà un “secondo tempo” dal 22 al 24 agosto a Villanova Monteleone, quando debutterà il Premio Villanova Monteleone per i documentari e il caratteristico centro storico della cittadina si trasformerà in un suggestivo cinema sotto le stelle. Il premio nasce dalla collaborazione tra il Cineclub Sassari (organizzatore del Sardinia Film Festival) e il comune di Villanova Monteleone, con il patrocino della Regione Sardegna, ed è uno degli eventi di punta del cartellone estivo della cittadina.

Ecco tutti i premi:

Miglior animazione straniere: Partir, di Joanna Lurie - Francia.
Per l'originalità del soggetto e la poesia della tecnica mista usata. Un semplice segno, su differenti superfici murali, si anima per dar vita a una storia minimal, intima, con delicate e accennate modularità.

Miglior animazione italiana: Preti, di Smeriglia Astutillo.
Per la corrosiva e debordante satira. Incisiva, fulminante e voracemente calibrata, la sceneggiatura di quest’animazione è una delle migliori e incalzanti degli ultimi anni. Tensione e creatività linguistica sono i principali pregi di questo film.

Miglior fiction straniera: Aquel no era yo, di Crespo Esteban - Spagna.
Drammatico e intenso dalla prima all’ultima immagine, il film si caratterizza per la maestria di un crescendo, quasi rossiniano, delle emozioni provocate dal tema bambini-soldato coinvolti nella violenza cieca, di improbabili rivoluzioni.

Miglior fiction italiana: Pre-carità, di Flavio Costa.
Commedia dell’assurdo con tocchi di poesia surreale su un tema di scottante attualità: la disoccupazione. Divertente proposta per la soluzione dei problemi correlati alla mancanza di lavoro. Curioso ed esilarante il rovesciamento finale del punto di vista.

Migliore cortometraggio "Scuola", Ex-equo: Pepe in Gita, di Livio Taricco e Simona Battignani. Per la leggerezza di tocco stilistico di un'animazione articolata e nata tra i banchi di scuola. Magistrale la costruzione delle architetture e scenografie con materiali poveri.  Come al solito, di Rodolfo Lissia e Ugo Leone Cavalcanti. Per l’originalità delle riprese in soggettiva e la dinamicità del racconto di una giornata tipo in una scuola italiana oggi. Il racconto, in forma corale, si sviluppa con ironia e disarmante realismo.

Miglior documentario straniero: Oil Field, di Golovnev Ivan - Russia.
Per la pulizia formale e la grande delicatezza che s'inscrivono nella grande tradizione del cinema russo. I paesaggi diventano narrazioni delle emozioni e correlativi-oggettivi della storia.
Fotografia di altissimo livello.

Migliore video-art: Les Baigneurs, di Albert Merino - Spagna.
Per la raffinatezza dell'idea e il fascino della realizzazione tecnica, dove il micro si fonde e convive col macro in un panorama di contraddizioni visive di grande spessore. Storia dei margini che diventano centro. Storia del mondo dentro altri mondi.

Miglior Sperimentale: Surrounded, di Körner Arne - Germania.
Per la purezza dell’immagine in movimento che non si serve della letteratura per sussistere. Nella scia del cosiddetto Cinema Assoluto delle avanguardie o cinema puro. Porzioni della macchina e dei suoi meccanismi come sinfonia della materia. Architetture che diventano quarti di realtà colti nel loro momento più reificato.

Miglior film vetrina Sardegna: Buio, di Jacopo Cullin e di Joe Bastardi.
Per l'esercizio di una sottile e profonda ironia sui temi della vita e dei rapporti. Leggera commedia quasi con un tocco di francesità, cosa rara per il giovane cinema italiano.

Medaglia della presidenza delle camera dei deputati: A sur la route du paradis, di Uda Benyamina – Francia.
Per la capacità di raccontare in maniera partecipata la faticosa sopravvivenza dei clandestini alla ricerca di una normalità negata. Notevole e pieno di dignità il personaggio della bambina superbamente interpretato  dalla giovanissima Sanna Marouk.

Menzione speciale a: Al di la del mare,  di Paolo Bandinu.
Per la notevole qualità estetica e la dinamicità del montaggio video delle storie pittoriche in movimento.

Menzione speciale a: Federico Lubino, per il complesso della sua attività artistica che ha contribuito allo sviluppo della cinematografia in Sardegna.

 

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