"Gipsy", il corto girato tra i nomadi
Verrà presentato al Figari Film Fest

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di Antonella Brianda


OLBIA. Quando l'arte e la cultura superano i pregiudizi razziali, nascono delle opere che meritano di essere rese pubbliche. E' questo il caso del cortometraggio "Gipsy" realizzato da Fabio Sotgiu e Matteo Falavigna dei Punkomat Project e dai Dj Alex Salis&Welbo per Hotfingers Records. I Dj, oltre ad avere curato la colonna sonora, hanno anche prodotto il video clip. L'opera filmica nasce dalla volontà dei Punkomat Project di girare un video all'interno del campo nomadi di Olbia. La scelta di realizzare il progetto in una realtà per certi versi complessa e con la quale, a volte, sembra difficile rapportarsi, si è rivelata vincente e ha portato ad un risultato ottimo. Per due giorni, la troupe composta da una ventina tra tecnici, attori e aiutanti, è stata a stretto contatto con la comunità composta da circa 200 persone, in prevalenza di nazionalità bosniaca. Il 60 per cento dei ragazzi sono però nati a Olbia e quindi olbiesi a tutti gli effetti. Grazie alla mediazione del referente e responsabile del campo, l'assistente sociale del comune di Olbia, Vincenzo Albertino, le porte della comunità rom cittadina si sono aperte, per la prima volta, ad un'iniziativa altamente culturale.


Il campo e i suoi abitanti sono stati i protagonisti, sotto tutti i punti di vista, del video clip. Il cortometraggio, infatti, racconta in maniera grottesca ed esasperata, un matrimonio Gipsy e oltre agli attori professionisti, hanno preso parte alle riprese anche gli uomini e le donne della comunità. Pochi dialoghi, una musica incalzante e ritmata, la scelta dell'uso delle inquadrature che più volte strizza l'occhio a Sergio Leone, per quanto riguarda dettagli dei visi e della mimica facciale. Il regista Fabio Sotgiu ha giocato con le immagini e con la fotografia, arrivando ad ottenere un cortometraggio dal mood fresco che, seppur in maniera leggera, porta tutti noi a riflettere su quanti pregiudizi infondati esistano nei confronti delle popolazioni nomadi. "Sono stati due giorni di riprese meravigliosi, dai quali siamo usciti arricchiti e piacevolmente sorpresi", ha detto il regista Sotgiu. "Non ci aspettavamo di essere accolti così calorosamente da questa comunità, - ha continuato - invece tutti, dal più anziano al bambino, ci hanno fatti sentire come a casa. Questo è importantissimo per noi che avevamo in mente non solo di girare un video clip, ma anche di creare un progetto sociale". 


L'attrice protagonista, Marina Cappellini che interpretava la parte della sposa Gipsy, ha indossato un abito nuziale prestatole dalle donne della comunità che sono state entusiaste di poter essere utili. "Volevamo giocare con il grottesco - hanno detto i Punkomat Project e i Dj Alex Salis&Welbo - perché di certo la cultura nomade non è quella che abbiamo rappresentato noi. Abbiamo voluto esasperare i personaggi e richiamare quelli che sono gli stereotipi su questo popolo. Non si tratta di un documentario, ma di una fiction e come tale dev'essere presa", hanno concluso. Il cortometraggio verrà presentato in anteprima, fuori concorso, questa sera alle ore 21, in apertura del Figari Film Festival 2013 a Golfo Aranci. 


Ecco l'elenco di tutti coloro i quali hanno partecipato alla realizzazione del video clip. Produzione: Alex Salis&Welbo per Hotfingers Records. Regia di Fabio Sotgiu e Matteo Falavigna (punkomat project). Montaggio di Fabio Sotgiu e Matteo Falavigna. Operatori di macchina: Matteo Falavigna, Fabio Sotgiu e Alessandro Pintus. Scenografia di Lautaro Casal. Ispettore di produzione: Alessandro Spano. Fotografo di scena: Matteo Mascia. Grafica di Andrea Cossu. Service audio luci di Daniele Poddie. Trucco di Elena Mariotti. Parrucco di Elena Papuc (rouge Amour). Runner: Giampiero Gusinu, Simone Ballo e Antonello Serra. Attori: Matteo Pianezzi, Mauro Addis, Marina Cappellini, Manfredi Saavedra, Mirko e Luca Serra, Tito Monni, Andrea Brigaglia, Cristian Cano, Nora Zara, Giulia Randaccio, Chiara Paddeu, Antonella Pileri e tutti i gentili e ospitali abitanti del campo rom di Olbia.


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SIDDURA TÌROS