"Una vita sulle montagne russe"
Lunedì la presentazione ad Arzachena


ARZACHENA. La Sardegna e in particolare la Gallura, i sardi e l'emigrazione verso altre regioni della penisola nel decennio che va dal 1950 al 1960. Tutto e questo e molto altro ancora è contenuto all'interno del libro "Una vita sulle montagne russe" di Mario Roych che, lunedì 26 agosto alle ore 18.30, nella sala conferenze della Consulta Intercomunale della Gallura e dell’Associazione Culturale Dialettale ad Arzachena, Gian Piero Farena presenterà al pubblico, attraverso un'intervista all'autore. La trama del libro racconta le vicende personali di un sardo emigrato in Umbria, dove si è affermato in campo lavorativo e politico, alternando momenti di successo con altri di difficoltà. Il ruolo ricoperto e le funzioni svolte gli hanno consentito di raccontare i mutamenti sociali ed economici dell’Italia e le vicende politiche ad essi connesse, delle quali egli stesso è stato spesso protagonista. 


Con uno stile narrativo efficace ed un'estrema ricchezza di dettagli sono descritti la trasformazione della Democrazia Cristiana, da movimento d’opinione a Partito organizzato, il contenuto delle principali riforme degli anni ’50 e ’60, la svolta segnata dai referendum sul divorzio e sull’aborto, il trauma scatenato dagli atti terroristici delle “Brigate Rosse” e in particolare dall’uccisione di Aldo Moro. In primo piano sono due regioni, la Sardegna con la Gallura in evidenza e l’Umbria, ma le vicende raccontate hanno valenza nazionale. L’approccio più originale con la scrittura, nel testo, consiste nella descrizione delle persone, sia degli amici che degli avversari, così come l’autore le ha viste. Sono circa 800 personalità, molte delle quali frequentate direttamente, altre descritte da lontano, ma sempre da un osservatorio privilegiato. Non si tratta soltanto di “prime donne”, ma anche di persone comuni impegnate nel lavoro o nella politica. E’ una storia che in realtà ne raccoglie oltre cento. 


Mario Roych è nipote ed allievo di uno dei principali protagonisti della storia dell’autonomia sarda, il consigliere regionale Giovanni Filigheddu. Si é formato in un ambiente attento ai processi democratici e ai problemi dello sviluppo economico e sociale delle comunità locali. Economista iscritto all’Albo degli esperti in urbanistica, è stato uno dei protagonisti della programmazione regionale in Italia al fianco di Lombardini, Andreatta, De Rita e Amato. Ha diretto il Servizio Studi e Programmazione del Centro Regionale Umbro, quindi, lasciata la pubblica amministrazione, ha creato insieme ad un gruppo di esperti la più importante Società informatica dell’Italia centrale negli anni ’80 e ’90. In campo politico, ha iniziato la sua attività a fianco dei “giovani turchi” sassaresi, quindi ha assunto ruoli di primo piano nella Democrazia Cristiana, partito del quale é stato segretario provinciale di Perugia, operando accanto ai ministri Malfatti e Radi ed al Presidente Forlani.

 

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