«Venga trasferito nelle montagne sarde»
L'offesa "territoriale" di Mario Macalli

di Daniele Giola

SASSARI. Un'offesa per tutta la Sardegna, ma anche una brutta caduta di stile che un uomo con il suo incarico non avrebbe dovuto fare. Nelle pagine del Corriere dello Sport di oggi, il presidente della Lega Pro Mario Macalli ha commentato con una battuta a dir poco infelice i gravi fatti di Salerno, che hanno visto la Nocerina cedere alle richieste dei propri tifosi con una partita "farsa" che ne ha determinato la sconfitta a atavolino.

Il dirigente sportivo, dopo aver puntato il dito contro il Questore di Salerno, ha pensato bene di chiudere il suo attacco con un «Venga trasferito sulle montagne sarde». La frase, che sembra resuscitare da un glossario di offese territoriali ormai in disuso, sta scatendando non poche polemiche. «Ma come si può...», ha aggiunto infine Macalli riferendosi al mancato intervento delle forze di Polizia nella citta campana la sera prima della partita, quando circa duecento ultrà hanno minacciato di ripercussioni la squadra raggiungendola fin sotto l'albergo dov'era in ritiro.  «Ma come si possono... fare battute di questo tipo», è stata la piccata risposta di molti sardi. Indipentemente dalle responsabilità, vere o presunte, la Sardegna è un paradiso, non una terra per esili forzati. Se lo ricordi, il presidente.

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