Golfo Aranci

Alta Gallura, 309 i bimbi nati nel 2013
Lieve calo nascite rispetto al 2012

di Antonella Brianda


TEMPIO PAUSANIA. Nel corso del 2013 le mamme dell'Alta Gallura hanno preferito mettere al mondo i propri piccoli all'interno del reparto di Ostetricia e Giencologia della struttura ospedaliera del Paolo Dettori di Tempio Pausania, dove sono nati 309 bambini. La maggior parte delle donne provengono dalla cittadina di Tempio e dal suo hinterland, mentre le straniere che si sono rivolte all'ospedale tempiese sono state 29, appena il 9 per cento delle partorienti. La popolazione maggiormente presente, dopo quella italiana, è quella Rumena con 13 donne, seguita da Marocco con sei partorienti, da Francia con tre, da Senegal con due, seguita da Nigeria, Repubblica Domenicana, Russia, Cina e Ucraina. Ad attrarre le gestanti nella struttura è stato sicuramente un reparto dotato di numerosi comfort e di servizi che vengono offerti; tra questi il “rooming in”, una pratica che consente alle donne di passare molto tempo con i neonati all’interno della propria camera, andando così a favorire, sin dalle prime ore di vita, il legame madre-figlio. 

“In questo ultimo anno - ha spiegato il primario del reparto, Franco Careddu - abbiamo cercato di garantire alle donne una maggiore libertà nella scelta della tipologia del travaglio e del parto, percorsi - come ad esempio il travaglio in acqua (4 donne nel 2013) o con l’uso dello sgabello (5 donne) o in piedi (2 donne) - finalizzati al controllo del dolore con metodi naturali per il raggiungimento del benessere materno-fetale”. 

Rispetto al 2012 però, il numero dei nati ha subìto una lieve inflessione, in linea con il trend regionale: si è passato da 320 nati del 2012 a i 309 del 2013.  “Una contrazione legata sicuramente alla crisi ma anche al crollo, in seguito all’alluvione del 18 novembre scorso, della strada provinciale che collega Olbia a Tempio e che ha portato diverse donne a preferire altre strutture sanitarie”, ha spiegato Careddu. Nel corso del 2013 una ventina di donne che rischiavano di partorire prima della 34esima settimana, sono state indirizzate verso altre strutture sanitarie che garantiscono, a differenza della struttura tempiese, l’assistenza neonatologica con terapia intensiva.

 

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