I presepi della tradizione sarda a Olbia
In mostra nell'aeroporto Costa Smeralda

OLBIA. La Geasar ospita nella cornice dell’Aeroporto Olbia l’esclusiva collezione dei presepi della solidarietà di proprietà della Regione Autonoma della Sardegna. Da oggi fino al 6 gennaio 2015, gli undici presepi saranno visibili al pubblico e offriranno un abbraccio ideale da parte degli undici artigiani che hanno elaborato in modi differenti la “Natività”. Il progetto porta il nome sardo “Nàschida” a sottolinearne la grande abilità degli artigiani sardi nel plasmare i diversi materiali oggetto degli antichi mestieri. Legno, ferro battuto, cuoio, ceramica, argento, pietra e vetro compongono per ciascuna delle creazioni le scene significative della nascita di Gesù. Gli autori rappresentano un po’ tutto il territorio sardo, le provenienze, infatti, non trascurano nessuna parte della Sardegna e neanche il grande patrimonio dell’artigianato artistico molto diffuso nell’isola. Cominciando dal sud troviamo Giampaolo Mameli, di San Sperate, che ha scelto di rappresentare la triade dei personaggi principali in ceramica raku con la particolarità di un cerchio ideale chiuso dal bue e l’asinello; Da Ales provengono due presepi, il primo é il più popolato dei presepi creato dal maestro d’ascia Federico Coni, tutti in legno con un’identità artistica molto riconoscibile; l’altro in ferro battuto forgiato dagli artigiani Alessio e Antonello Vilia con un dettaglio di simbologie e raffigurazioni dell’ambiente pastorale e contadino; dall’ogliastra, Ussassai, arriva una composta figurazione del presepe in chiave archeologica tutta in pelle ritagliata fatta da Matteo Loi, i personaggi principali sono sistemati davanti alle stele di una Tomba dei giganti simbolo della lunga storia del nostro popolo sardo; Samugheo esprime con un’artigiana del vetro, Antonella Musu, i colori delicati in trasparenza di San Giuseppe, della Madonna e del neonato Gesù; Dalla Sardegna centrale, Sedilo, ancora una creazione con il singolare cuoio realizzato dalla Selleria di Costantino Puddu a riportare l’attenzione sull’altra grande tradizione e passione dei sardi per i cavalli; da Nuoro due artigiani del metallo, Roberto Ziranu e BAM di Andrea & Vittorio Brunoche hanno lavorato sul ferro mentre l’oreficeria L’Etoile di Mascia & Secchi ha plasmato l’argento per una composizione minimale, entrambe molto raffinate e che rappresentano l’innovazione della creazione in laboratorio; olbiese, ma con origini di Carbonia, il ceramista Nicola Filiaha ideato la scena della natività monocolore, di un bianco assoluto, espressione più concettuale e contemporanea dell’esposizione; è con la pietra che si conclude la carrellata delle produzioni d’autore, con Gianni Deledda di Bultei, comune della provincia di Sassari, il quale ha scolpito sulla pietra una capanna con i suoi protagonisti.
© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione

Leggi anche

SIDDURA