"In direzione uguale e contraria"
Venerdì a Nuchis l'incontro conclusivo del progetto

Il prossimo venerdì, 22 maggio alle ore 10, presso la sala teatro della Casa di Reclusione di Nuchis avrà luogo l'incontro conclusivo del progetto :  "In direzione uguale e contraria"  Verso l'acquisizione consapevole del concetto di cittadinanza: esperienze e riflessioni a confronto tra carcere e scuola , che è stato realizzato nel corso dell'intero anno scolastico tra gli alunni delle  V classi del Liceo Artistico Fabrizio de Andrè di Tempio/Olbia , del CAT di Tempio e della sezioni distaccate istituite presso questa casa di reclusione.

     La cornice istituzionale è quella della ormai consolidata collaborazione con il MIUR, in particolare con i Centri Territoriali Permanenti (CPT) e l'Amministrazione Penitenziaria che presso la casa di reclusione ha reso possibile l'avvio dei corsi di scuola secondaria superiore per 85 detenuti  ristretti.

    All'incontro partecipano gli alunni (di dentro e di fuori) delle classi coinvolte, i loro insegnanti , i funzionari giuridico pedagogici della casa di reclusione che hanno collaborato alla realizzazione del progetto ed i promotori dell'iniziativa: la preside prof.ssa  De Muro, la dott.ssa Ciavarella, l'avvocato Angelo Merlini, ma anche  gli  operatori di polizia penitenziaria che hanno reso possibile l'organizzazione interna del progetto, rappresentati dal comandante del reparto Comm. Capo Masciullo

     La scuola che entra in carcere attraverso i suoi insegnanti, può e di fatto svolge  il ruolo di veicolo di informazioni sulla realtà penitenziaria portando all'esterno il contenuto delle esperienze umane e culturali che sperimenta all'interno delle classi composte dagli alunni detenuti. In senso inverso la scuola  diviene fonte di informazione e divulgatore di quei contenuti di attualità di contesto esterno che i detenuti non sono in grado di recepire.

    Il progetto realizzato muove  dal riconoscimento reciproco del mandato educativo che le due istituzioni (carcere e scuola) possiedono nella consapevolezza che da un lavoro congiunto è possibile arricchire l'offerta formativa delle nuove generazioni, ma anche dei detenuti ai quali si intende dare l'opportunità di uscire dal carcere rigenerati.  Infatti, la distanza che separa i due universi sociali , quello dei "liberi" e quello dei "reclusi", può essere ridotta  attraverso il percorso che accomuna i processi educativi e rieducativi dal "dentro" al "fuori" e vice versa; 

    Gli alunni  ( di "dentro" e di "fuori" ) hanno lavorato durante il corso dell'intero anno scolastico insieme,  nonostante la distanza,  intorno a questo  progetto  che è stato finalizzato alla acquisizione consapevole del principio di cittadinanza quale elemento fondamentale dell'agire dell'uomo nelle  sue relazioni con i contesti sociali con i quali si confronta nel corso della sua vita: cittadinanza intesa come partecipazione, come responsabilità, come integrazione, anche in  carcere. 

    Al principio di cittadinanza è poi strettamente legato il principio di legalità,  quale tessuto connettivo per regolare  la convivenza civile. Se si smette di essere e sentirsi cittadino, si smette anche di interessarsi alla legalità. Il dovere di improntare la propria vita ai principi di legalità  non è in capo solo a chi rispetta le regole, ma anche a chi le ha infrante, nella misura in cui, soggetto agli effetti di quell'infrazione, conserva comunque la condizione di cittadinanza.

   Le otto classi, guidate dai loro bravi  insegnanti,  si sono divise in quattro gruppi di lavoro tematici ( ognuno costituito da una classe di dentro ed una classe di fuori) ciascuno con il compito di confrontarsi ed approfondire  : IO /l'identità ;  TU/ l' altro  – NOI /la famiglia – TUTTI / la società.  

    Dal confronto e dalle riflessioni guidate sono stati elaborati racconti, anche autobiografici,  poesie , testi ricchi di emozioni ed anche  opere artistiche.

Tutto il materiale prodotto formerà l'oggetto dell'incontro di venerdì 22 maggio che sarà caratterizzato da momenti di confronto e di comunicazione tra tutti i gruppi di lavoro.

    Il materiale elaborato formerà oggetto di una pubblicazione che si intende produrre quale esempio di buona pratica educativa realizzata in territorio gallurese e da esportare in altre realtà regionali e nazionali .


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