Importante scoperta archeologica
A Porto Rotondo riportata alla luce una torre del periodo punico

di Davide Mosca

OLBIA. Un tesoro nascosto, ma sotto gli occhi di tutti. A Porto Rotondo i resti dell'antica torre di avvistamento, per anni, sono passati inosservati alle migliaia di persone che ogni estate affollano le spiagge sottostanti del golfo di Cugnana. Oggi gli antichi splendori di quella torre di segnalazione risalente al periodo punico, fine del IV secolo avanti cristo, ritornano allo splendore originario grazie all'impegno del consorzio Porto Rotondo che ha finanziato gli scavi e il ripristino del sito archeologico curato dalla soprintendenza dei beni culturali. I lavori sono durati due anni dal 2012 al 2014 e l'importante avvenimento è stato presentato stamane nel corso di una conferenza stampa. Secondo il responsabile della soprintendenza, Rubens D'Oriano, il ritrovamento è unico in Sardegna. "Non esiste nulla del genere in Sardegna -ha commentato D'Oriano-, ma da quello che mi risulta questa torre di avvistamento è l'unica nel mediterraneo centrale. 


Ecco l'importanza di questa scoperta che arricchisce ancora di più questo sforzo del consorzio che ha reso possibile lo scavo". L'intervento è stato curato dall'archeologa specializzata in nuraghi, Paola Mancini, con la supervisione di D'Oriano. Il monumento è costituito da una torre centrale perfettamente cilindrica che in origine doveva essere più alta di almeno due metri. Non erano presenti spazi interni perché era funzionale all'avvistamento e alla segnalazione con fuochi. Il materiale archeologico rinvenuto è datato tra la fine del Iv e gli inizi del III secolo a.C., in fase punica, e fissa la fine del suo utilizzo alla fine del I secolo a.C., alle soglie dell'età romana imperiale. Tutta l'area è stata scavata e studiata e non è stato rinvenuto nulla né di precedente né di posteriore alle date indicate. Si ipotizza che a guardia della torre di avvistamento vi fosse una sola sentinella che allarmava un altra torre probabilmente nei pressi di Olbia per avvisare la presenza di nemici o semplici avvistamenti. D'Oriano e il suo team di esperti ha probabilmente anche già individuato l'altra torre di "rimbalzo" situata nella collina che sovrasta il centro commerciale Terranova. Sono già in corso gli studi per riportare alla luce anche quel monumento che probabilmente è uguale a quello appena risistemato. "Il consorzio ha inteso affiancare questa importante opera di riqualificazione di quest'area perché crediamo che possa arricchire il patrimonio del nostro territorio dando un'offerta unica ai nostri visitatori -ha commentato il presidente Gianluca De Fazio-". 


Il ripristino dell'area archeologica è costato all'incirca 70mila euro e nel prossimo futuro ci sono ulteriori importanti progetti per l'area. "Noi guardiamo avanti e nei miei sogni -ha evidenziato il Conte Luigi Donà Delle Rose, presidente della Fondazione Porto Rotondo- c'è il completamento di tutte le opere rimaste incompiute sul territorio. A partire da questa area. Questo gioiello che è saltato fuori deve essere una meta di curiosità e di interesse culturale. Qui bisogna creare uno spazio nel quale si venga volentieri anche grazie all'intervento di importanti artisti sardi che valorizzino tutto lo spazio circostante per poter organizzare concerti e reading letterari". Soddisfazione anche da parte dell'assessore al turismo Marco Vargiu che inserirà la nuova affascinante scoperta all'interno dei percorsi turistici e nei circuiti indicati dai suoi uffici.


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SIDDURA TÌROS