DISABILITÀ

Porto Rotondo-Ostia a nuoto
Partiti i 3 eroi per abbattere le barriere della diffidenza

OLBIA. Una bracciata dopo l'altra, il mare è calmo, miglia dopo miglia l'impresa è più vicina. Sono partiti ieri sera, dallo Yachting Club Porto Rotondo, i tre nuotatori che il 3 settembre prossimo dovrebbero approdare a Ostia. Un ragazzo disabile, Nicola Azara olbiese, già campione paralimpico, Claudio Gargani e Lucio Vietri con alle spalle una carriera agonistica e tanti successi in acqua stanno percorrendo, a turno, duecentotrenta chilometri per abbattere la diffidenza e l'ignoranza nei confronti della disabilità. "Sono troppe -ha dichiarato Claudio Gargano- le strutture sportive e le piscine che non sono attrezzate per accogliere i ragazzi disabili, anche a Roma che è la capitale d'Italia e così ho pensato che questo fosse un buon modo per tentare di far capire che anche i disabili sono capaci di imprese eccezionali e per questo non devono essere trascurati". Anche Olbia purtroppo ha un triste primato in tal senso, quest'anno si dovevano svolgere i giochi paralimpici estivi, purtroppo cancellati perché la città non ha strutture idonee per ospitare questi grandi campioni dello sport e della vita.


 E' una questione di educazione civica e oggi Nicola Azara che ha subito, in seguito ad un incidente in moto, parte dell'amputazione di una gamba, ce la sta insegnando a colpi di bracciate verso il traguardo di un'impresa epica: Sardegna-Lazio a nuoto. Alla partenza i tre erano visibilmente emozionati, ma anche molto determinati. Per l'olbiese Azara il suo obiettivo è quello di raggiungere il maggior numero di persone al fine di raccontare quanto sia importante non mollare mai: "Voglio dimostrare a tutti che è possibile provare. Io nuoto da quattro anni e ora mi ritrovo ad affrontare insieme a questi compagni di viaggio magnifici, un'impresa epica. E' ora di abbattere il muro della diffidenza nei confronti dei disabili, anche quando si va in piscina ormai dimostriamo di dare acqua a molti che non hanno i nostri problemi fisici". I tre verranno accompagnati da uno staff di fisioterapisti e medici che li accompagneranno per tutta la traversata a bordo di un'imbarcazione di appoggio. Mancano ancora molte miglie marine per raggiungere l'obiettivo, ma siamo convinti che questi ragazzi abituati ad imprese ben più ardue raggiungeranno il loro scopo.


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SIDDURA MAÌA