Fusione autorità portuale Sardegna
Il consigliere regionale Fasolino: "Un errore madornale"

«Dopo l’abolizione della Provincia, dopo la chiusura del Tribunale, la riduzione della rappresentanza territoriale in Consiglio Regionale e lo smantellamento di importanti uffici provinciali, ahimè le ore sembrano contate anche per il locale sistema portuale. La notizia che vedrebbe il Ministro Delrio pronto alla firma sul testo della riforma che accorperà l’Autorità portuale del Nord Sardegna a quella di Cagliari ha veramente del paradossale».

E’ quanto dichiarato dal consigliere regionale, nonché sindaco di Golfo Aranci, Giuseppe Fasolino in merito alla riforma del sistema portuale di prossima emanazione.

«Se il Ministro Delrio – spiega Fasolino – proseguisse con l’ipotesi di accorpamento delle due Port Authority in Sardegna commetterebbe un errore madornale; scambiando la necessità di una doverosa riorganizzazione della portualità italiana con una logica di fusioni senza criterio che nel nostro caso danneggerebbe la competitività e la necessità di investimenti in infrastrutture e reti trasportistiche. L’esperienza finora maturata – aggiunge il Sindaco di Golfo Aranci – ha evidenziato che il sistema portuale sardo sconta importanti limiti infrastrutturali in particolare in relazione ai collegamenti fra i porti e l’entroterra; una eventuale proposta di riforma non può prescindere dalle peculiarità di ogni singolo scalo e dagli interventi necessari per un omogeneo sistema portuale italiano. Questo accorpamento si colloca in netta antitesi con la storia dei porti del Nord Sardegna che, seppur nella loro diversità, hanno dimostrato e dimostrano il loro peso ed importanza logistica nel sistema economico e portuale nazionale». 

«Non ci coglie, purtroppo, di sorpresa – conclude Fasolino – la notizia che vorrebbe la nascita in Sardegna di una sola Autorità Portuale; le deboli rassicurazioni dell’Assessore Regionale e l’assenza di una richiesta per l’individuazione della nomina a Presidente dell’Autorità Portuale di Olbia Golfo Aranci con il conseguente proseguimento del regime commissariale lasciavano presagire le intenzioni del Ministro e la poca volontà del Governo Regionale di difendere la necessità di avere in Sardegna due distinti enti di governo del sistema portuale. Oggi che i giochi sembrano fatti solo uno scatto d’orgoglio potrebbe dare la giusta dignità al sistema portuale isolano».


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SIDDURA MAÌA