Al via il processo sull'alluvione del 2013
A Tempio in corso l'udienza per accertare responsabilità

Durante il Ciclone Cleopatra sono morte 13 persone nel solo territorio gallurese
di Davide Mosca

OLBIA. "Gli imputati non hanno avvisato la popolazione. Non hanno suonato le campane per avvisare dell'imminente pericolo che poi avrebbe causato morti e danni irreparabili", con queste parole il capo della procura di Tempio Pausania, Domenico Fiordalisi, ha motivato i capi di imputazione dei reati di omicidio colposo plurimo per la mancata allerta meteo. Presso l'aula di giustizia del tribunale di Tempio Pausania è cominciato il processo per accertare le responsabilità di alcuni amministratori comunali per la mancata allerta durante la terribile alluvione del 2013. Quel 18 novembre morirono solo nel territorio gallurese tredici persone. Presenti all'udienza il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli, quello di Arzachena Alberto Ragnedda e alcuni dirigenti e tecnici comunali, tra i quali Gabriella Palermo. Presente in qualità di testimone anche il colonnello dei carabinieri, Antonio Fiorillo, all'epoca dei fatti alla guida del comando provinciale di Sassari che ha effettuato le indagini. 


L'udienza si è aperta con le eccezioni degli avvocati della difesa degli imputati che hanno chiesto la nullità dei decreti di rinvio a giudizio del giudice per l'udienza preliminare per alcuni vizi di forma e il reinvio di tutto il procedimento alla procura della repubblica. Il procuratore Fiordalisi successivamente ha spiegato come le eccezioni degli avvocati siano ormai superate. Presenti all'udienza anche alcuni fra i parenti delle vittime. A presiedere il collegio giudicante è stata Gemma Cucca che ha riunito la camera di consiglio per decidere sulle eccezioni dei legali. Dopo quasi un'ora il presidente Cucca ha letto le motivazioni con le quali ha respinto le eccezioni e le richieste dei legali degli imputati così aprendo di fatto il dibattimento. La prossima udienza è stata fissata per il primo febbraio. 


Dal processo è anche emerso un piccolo giallo all'interno della procura con la scomparsa di alcuni documenti poi riprodotti dalla stessa procura e rimessi a disposizione in tempi utili al magistrato.


Il sindaco Giovannelli, uno tra gli imputati, ha dichiarato di essere sereno e fiducioso nella macchina della giustizia.


© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione

Galleria Fotografica

Golfo Aranci