OLBIA. "Il governo Renzi approva domani il nuovo scandaloso regalo alle banche: dopo sette rate inevase del mutuo della prima casa le banche possono portar via senza perdere tempo in procedure esecutive la casa della famiglia in difficoltà. In Sardegna sono in migliaia le famiglie a rischio. Famiglie che hanno perso lavoro e che non riescono più a pagare le rate del mutuo precedentemente contratto. La Banca d'Italia rivela che sono il 32% le famiglie sarde indebitate e cresce il numero di quelle che vengono considerate insolventi o potenzialmente in difficoltà. Per la Sardegna, ma non solo, si tratterebbe di un atto di una gravità inaudita. Non basta la crisi economica e occupazionale ora anche la rapina di Stato a favore delle banche. E' l'ultimo degli atti a servizio degli istituti di credito che il governo ha messo a punto e che in queste ore sta per essere approvato dalla Camera dei deputati. Entro domani 1 marzo, infatti, la Commissione finanze della Camera deve esitare il provvedimento che non passerà nemmeno in aula. Un'operazione che consente alle banche di portare via la casa a migliaia di famiglie in difficoltà scavalcando di fatto le procedure esecutive che erano state rese più complesse sia per Equitalia che altri soggetti di riscossione. Dunque le banche di punto in bianco, dopo sette rate inevase, si appropriano senza colpo ferire della casa sottoposta a mutuo. Un'operazione da banditi di stato che rischia di passare nel silenzio più assoluto considerato che si tratta di un decreto attuativo di una delega data dal parlamento al governo".
Lo ha denunciato il deputato sardo di Unidos Mauro Pili che in queste ore sta cercando di contrastare un provvedimento nefasto per la Sardegna con la presentazione di un parere alternativo a quello del governo in commissione finanze.
"Con un pretesto di finto recepimento della direttiva europea per la tutela dei consumatori nei contratti di credito il governo persegue un obiettivo contrario: agevolare in ogni modo le vendite forzose degli immobili da parte delle banche nell'eventualità in cui il cittadino/cliente abbia 7 rate arretrate del mutuo. E' – sostiene Pili - davvero l'ennesimo scandaloso regalo che il governo renzi mette a segno per speculatori di ogni genere direttamente collegati alle banche. L'atto del governo n. 256 modifica alcuni punti cardine del testo unico della Finanza. Per cancellare ogni ostacolo di procedura per il recupero dei crediti inesigibili da parte degli istituti di credito, il governo ha, infatti, cancellato l'articolo 2744 del codice civile, che vieta il cosiddetto "patto commissorio" ovvero "il patto col quale si conviene che, in mancanza del pagamento del credito nel termine fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passi al creditore".
"Si tratta di un'operazione da rapina di stato effettuata – sostiene Pili - sotto ricatto tutta a favore delle banche. La cancellazione del divieto consente dunque alle banche di accaparrarsi direttamente l'immobile e metterlo in vendita".
"Il passaggio diretto delle case alle banche deve essere impedito senza se e senza ma – ribadisce il deputato di Unidos. Si tratta di un atto violento del governo che rischia di far perdere a migliaia di famiglie il bene primario della casa consentendo alle banche di svendere gli immobili avuti in garanzia a prescindere dal loro effettivo valore. E' semplicemente ridicolo e destituito di ogni fondamento giuridico il richiamo che paventa inutili e inesistenti sostegni per "i consumatori in difficoltà nei pagamenti". Il rischio è che vengano in modo subdolo reintrodotte pratiche invasive e illegali come interessi su interessi. E' scandaloso, infine, che per gli acquirenti e le stesse banche il provvedimento prevede la defiscalizzazione quasi totale degli importi incassati dalle vendite forzose degli immobili. E' un provvedimento che il governo deve ritirare. E' una violazione palese dei più elementari diritti di una famiglia, con ripercussioni in Sardegna gravissime. Per questo motivo – conclude Pili - occorre mobilitarsi per cancellare questo provvedimento dalle procedure parlamentari".


