Raid incendiario nel depuratore Abbanoa di Sa Coroncedda a Olbia

OLBIA. Un grave atto vandalico ha riguardato la scorsa notte il depuratore di Sa Corroncedda a Olbia. Ignoti hanno appiccato un incendio all'interno dei locali che ospitano gli uffici dell'impianto dopo aver forzato la porta d'ingresso. Fortunatamente non sono stati danneggiati i macchinari del processo di depurazione, ma i danni sono comunque ingenti: tra i 30 e i 40mila euro. Sull'episodio indagano i carabinieri della stazione di Olbia Poltu Quadu che hanno già eseguito i primi accertamenti.
Il raid. Molto probabilmente all'interno del locale è stato cosparso del liquido infiammabile. Le fiamme hanno distrutto gli archivi con la documentazione amministrativa riguardante sia la conduzione dell'impianto sia il registro di carico e scarico dei rifiuti da parte delle ditte autorizzate. Inoltre, sono stati danneggiati alcuni macchinari custoditi all'interno del locale, pezzi di ricambio e gli arredi. Le fiamme e il calore sprigionato hanno anche danneggiato le mura, il soffitto e il pavimento del locale.

Il mercato nero dei liquami Sui motivi del raid sono in corso gli accertamenti da parte degli inquirenti. Non si esclude nessuna pista: dal semplice atto vandalico al furto. Nel corso degli anni Abbanoa ha subito numerosi raid incendiari che hanno riguardato propri mezzi di autospurgo. Sullo smaltimento dei liquami, infatti, da anni Abbanoa sta portando avanti una profonda azione mirata di contrasto all'illegalità è quella che parallelamente sta interessando i controlli dei conferimenti di reflui nei depuratori da parte di autospurgo privati. Il volume totale di liquami provenienti da fosse settiche trasportato nei nostri impianti autorizzati della Gallura (Olbia, Golfo Aranci, Arzachena e Budoni) nel corso di un anno è di appena  8mila metri cubi: ovvero l'equivalente di quanto produce in un anno un villaggio di appena un centinaio di persone. Una quantità troppo esegua e irrealistica per una realtà come la Gallura fatta di numerose case sparse, spesso in località non raggiunte da reti fognarie.
Autospurgo abusivi.

 Numerosi indizi fanno supporre che siano frequenti gli episodi di gestione illegale di reflui da smaltire. Più volte sono giunte segnalazioni di autospurgo sorpresi a sversare liquami in pozzetti fognari, e ancora più numerosi sono i casi di arrivi anomali di liquami presso gli impianti di depurazione che si presume siano riconducibili a carichi svuotati illecitamente.

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