Aggressione in casa a Porto Rotondo
La donna confessa, si era inventata tutto per non esser lasciata

di Davide Mosca
OLBIA. Clamorosa svolta nelle indagini dei carabinieri sull'aggressione di una donna a Porto Rotondo. La giovane una 30enne di Monti avrebbe confessato di essersi inventato di sana pianta tutta la vicenda. Il motivo? Il compagno, un imprenditore proprietario di un market a Porto Rotondo, le aveva espresso l'intenzione di volerla lasciare.

A quel punto la ragazza ha pensato di riconquistare il ragazzo mettendo in scena una fantomatica rapina. Nessuna aggressione, nessuna violenza, nessuna iniezione narcotizzante. Non c'è stato niente di tutto ciò. Solo pochi minuti fa la ragazza, dopo alcune ore di interrogatorio, ha confessato il suo piano dopo che nel pomeriggio era stata trasportata in ospedale a Olbia in ambulanza simulando lo stato di shock per l'accaduto.

Sta di fatto che per tutta la giornata la vicenda ha tenuto impegnati carabinieri, pronto soccorso e giornalisti attivando la grande macchina delle indagini, dei soccorsi e della stampa. Tutto è scaturito dall'intenzione dell'imprenditore di voler lasciare la ragazza che però non accettava l'idea di veder sfumata la sua storia d'amore. Così attendendo che il ragazzo uscisse stamane per andare a pescare ha ideato il suo piano di riconquista. Ha nascosto alcuni soldi che si trovavano in casa, circa diecimila euro appartenenti al giovane, si è cosparsa del proprio sangue, si è legata e poi si è adagiata in terra attendendo il rientro del compagno.

Il giovane non appena ha varcato la soglia di ingresso si è trovato di fronte ad una vera e propria scena del crimine con la ragazza spogliata e legata a terra, priva di sensi e tracce di sangue sul corpo. Da lì è partito l'allarme. Il 118 e la corsa in ospedale, i carabinieri a caccia dei malviventi e l'assurda storia inventata e raccontata ai militari dalla stessa donna.  I carabinieri da subito avevano capito che la vicenda aveva delle caratteristiche piuttosto insolite per una rapina di quel tipo, ma avevano proceduto agli interrogatori di alcuni operai della zona e della stessa ragazza che alla fine ha ceduto confessando tutta la storia. Ora la giovane dovrà rispondere di fronte al magistrato per simulazione di reato.


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