OLBIA. La Tenenza della Guardia di Finanza di Palau ha concluso nei giorni scorsi l'operazione di servizio che nel febbraio scorso aveva portato all'arresto di un imprenditore di Arzachena che, mediante il fraudolento utilizzo di vari soggetti giuridici allo stesso riconducibili e la loro fittizia interposizione era riuscito a percepire circa 200 mila euro di contributi pubblici a sostegno dell'agricoltura.
Gli ulteriori approfondimenti d'indagine, posti in essere a seguito delle perquisizioni eseguite lo scorso febbraio, hanno consentito di confermare il grave quadro probatorio, tanto da consentire il sequestro di alcuni immobili intestati ad uno dei soggetti giuridici coinvolti quale applicazione di una misura cautelare reale avente ad oggetto il profitto del reato.
I medesimi approfondimenti, l'analisi delle contabilità e gli inevitabili controlli tributari, inoltre, hanno consentito di accertare come le fatture per operazioni inesistenti, utilizzate nell'ambito della truffa al bilancio comunitario, siano state anche utilizzate nelle dichiarazioni fiscali relative alle quattro attività d'impresa riconducibili all'indagato, nelle quali venivano riportati costi indeducibili per circa 300mila euro (in alcuni casi questi si accompagnavano all'indicazione di redditi fittizi finalizzati a dare coerenza al disegno criminoso) ed indebite detrazioni IVA per circa 59.814 euro, ponendo così in essere l'ulteriore fattispecie penale di frode fiscale ex art. 2, D.Lgs. n. 74/2000.
Parallelamente al procedimento penale, inoltre, sono stati avviati, nei confronti dei responsabili, i procedimenti sanzionatori amministrativi previsti dalla legge n. 898/1986 per le frodi nell'ambito degli aiuti in agricoltura, i quali, da un lato, prevedono l'irrogazione di una sanzione amministrativa quantificata in rapporto agli illegittimi finanziamenti percepiti e, dall'altro, consentono di far decadere i procedimenti di aiuti e di attivare le fideiussioni per il recupero delle somme indebitamente percepite, per le quali è stata inoltrata una segnalazione di danno erariale alla competente Procura Regionale della Corte dei Conti.
Il contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica costituisce una fondamentale linea d'azione nell'ambito delle funzioni di polizia economico-finanziaria del Corpo e comprende tutti gli interventi, le indagini di polizia giudiziaria e gli altri accertamenti rivolti alla prevenzione ed alla repressione di casi di indebita percezione e di malversazione relativi alle uscite dei bilanci nazionale, locale e comunitario.
Gli ulteriori approfondimenti d'indagine, posti in essere a seguito delle perquisizioni eseguite lo scorso febbraio, hanno consentito di confermare il grave quadro probatorio, tanto da consentire il sequestro di alcuni immobili intestati ad uno dei soggetti giuridici coinvolti quale applicazione di una misura cautelare reale avente ad oggetto il profitto del reato.
I medesimi approfondimenti, l'analisi delle contabilità e gli inevitabili controlli tributari, inoltre, hanno consentito di accertare come le fatture per operazioni inesistenti, utilizzate nell'ambito della truffa al bilancio comunitario, siano state anche utilizzate nelle dichiarazioni fiscali relative alle quattro attività d'impresa riconducibili all'indagato, nelle quali venivano riportati costi indeducibili per circa 300mila euro (in alcuni casi questi si accompagnavano all'indicazione di redditi fittizi finalizzati a dare coerenza al disegno criminoso) ed indebite detrazioni IVA per circa 59.814 euro, ponendo così in essere l'ulteriore fattispecie penale di frode fiscale ex art. 2, D.Lgs. n. 74/2000.
Parallelamente al procedimento penale, inoltre, sono stati avviati, nei confronti dei responsabili, i procedimenti sanzionatori amministrativi previsti dalla legge n. 898/1986 per le frodi nell'ambito degli aiuti in agricoltura, i quali, da un lato, prevedono l'irrogazione di una sanzione amministrativa quantificata in rapporto agli illegittimi finanziamenti percepiti e, dall'altro, consentono di far decadere i procedimenti di aiuti e di attivare le fideiussioni per il recupero delle somme indebitamente percepite, per le quali è stata inoltrata una segnalazione di danno erariale alla competente Procura Regionale della Corte dei Conti.
Il contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica costituisce una fondamentale linea d'azione nell'ambito delle funzioni di polizia economico-finanziaria del Corpo e comprende tutti gli interventi, le indagini di polizia giudiziaria e gli altri accertamenti rivolti alla prevenzione ed alla repressione di casi di indebita percezione e di malversazione relativi alle uscite dei bilanci nazionale, locale e comunitario.
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