OLBIA. Gli anni pesano come macigni su un'opera incompiuta che non ha mai aperto al pubblico. Il teatro Michelucci sorge maestoso sullo splendido golfo di Olbia, pensato per respirare e donare cultura alla città. Un cuore fermo che priva la città di uno spazio teatrale vitale. Oggi esiste il progetto Iti che potrebbe dare un impulso importante per accendere le luci del palcoscenico. Ci sono un milione e seicento mila euro da spendere proprio per il Michelucci e altri 13 milioni per riqualificare tutta la zona che si estende dalla Sacra Famiglia a Poltu Quadu. Si è parlato di questo e di altro in un incontro, ieri proprio presso la struttura, alla presenza di Corrado Marcetti direttore della Fondazione Giovanni Michelucci, di Andrea Aleardi presidente della fondazione, del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, dell'assessore alla cultura, Sabrina Serra e dei ragazzi e professori del Liceo Artistico De Andrè.
L'architetto Marcetti spera che sia la volta buona, con il sogno nel cassetto di veder nascere il teatro coperto che Michelucci aveva immaginato e che per problemi di soldi non era stato ultimato. Perché il progetto inziale, ha spiegato Marcetti, prevedeva una spesa di 23 miliardi. Ma alla fine a disposizione ne vennero messi a disposizione solo cinque e fu un miracolo poter completare la struttura che si trova oggi. Michelucci purtroppo non vide mai l'opera perché morì nel dicembre del 1990, prima che la sua idea potesse essere trasferita dalla carta a questo tratto di costa. Marcetti, uno dei più stratti collaboratori dell'architetto toscano, nel corso dell'incontro, ha ripercorso la storia di Giovanni Michelucci, attraverso le slide fotografiche, che hanno raccontato la vita di un uomo dedito alla realizzazione di spazi culturali aperti che potessero integrarsi nei luoghi e nel contesto.
E poi Olbia con un'idea nata e ispirata dal mare, dalle rocce, dai sentieri solcati dai pescatori, dagli abitanti del posto, dagli arsellatori. Con l'idea centrale che siano le persone i protagonisti di spazi messi a disposizione per un continuo scambio di idee. L'incontro di ieri rilancia il sogno del Maestro coinvolgendo la città che deve conoscere questa avventura e che a breve potrebbe cambiare il volto di Olbia. Il sindaco Nizzi ha poi assicurato che il teatro avrà presto nuova vita e sarà finalmente fruibile.
L'architetto Marcetti spera che sia la volta buona, con il sogno nel cassetto di veder nascere il teatro coperto che Michelucci aveva immaginato e che per problemi di soldi non era stato ultimato. Perché il progetto inziale, ha spiegato Marcetti, prevedeva una spesa di 23 miliardi. Ma alla fine a disposizione ne vennero messi a disposizione solo cinque e fu un miracolo poter completare la struttura che si trova oggi. Michelucci purtroppo non vide mai l'opera perché morì nel dicembre del 1990, prima che la sua idea potesse essere trasferita dalla carta a questo tratto di costa. Marcetti, uno dei più stratti collaboratori dell'architetto toscano, nel corso dell'incontro, ha ripercorso la storia di Giovanni Michelucci, attraverso le slide fotografiche, che hanno raccontato la vita di un uomo dedito alla realizzazione di spazi culturali aperti che potessero integrarsi nei luoghi e nel contesto.
E poi Olbia con un'idea nata e ispirata dal mare, dalle rocce, dai sentieri solcati dai pescatori, dagli abitanti del posto, dagli arsellatori. Con l'idea centrale che siano le persone i protagonisti di spazi messi a disposizione per un continuo scambio di idee. L'incontro di ieri rilancia il sogno del Maestro coinvolgendo la città che deve conoscere questa avventura e che a breve potrebbe cambiare il volto di Olbia. Il sindaco Nizzi ha poi assicurato che il teatro avrà presto nuova vita e sarà finalmente fruibile.
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