OLBIA. "Sussiste una situazione di estrema gravità ed urgenza, poiché è stato ordinato alla Assl di provvedere, entro tre giorni, alla riorganizzazione del punto di nascita di Tempio, ferma restando ogni valutazione del Collegio sulla stessa possibilità per il Sindaco di emanare un provvedimento del genere;
l'istante ha evidenziato che attualmente sono comunque garantite le prestazioni di emergenza". Con queste parole il tribunale amministrativo regionale ha motivato la sospensiva del decreto firmato dal sindaco di Tempio, Andrea Biancareddu, che "ordinava" la riapertura del punto nascita "sospeso" dall'Ats-Assl di Olbia a causa della mancanza di ginecologici e personale. Un braccio di ferro tra il comune gallurese e l'azienda per la tutela della salute sarda che ora vedrà un pronunciamento da parte del Tar il 6 giugno prossimo in una seduta collegiale.
La direzione dell'Ats e della Assl di Olbia, dal canto loro, comunicano che non essendo pervenute risposte ai telegrammi di convocazione dei 15 ginecologi presenti nella graduatoria della Aou di Cagliari, si è proceduto all'ulteriore scorrimento della graduatoria, finalizzato al reclutamento di professionisti da inserire nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale tempiese. Un fatto alquanto "singolare" commentano dal comune che su quindici medici convocati e in graduatoria, tutti e quindici non abbiano dato risposta. La preoccupazione sul territorio è che la questione finisca come a La Maddalena dove, nonostante le barricate, è stato chiuso definitivamente il punto nascite.
La direzione dell'Ats e della Assl di Olbia, dal canto loro, comunicano che non essendo pervenute risposte ai telegrammi di convocazione dei 15 ginecologi presenti nella graduatoria della Aou di Cagliari, si è proceduto all'ulteriore scorrimento della graduatoria, finalizzato al reclutamento di professionisti da inserire nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale tempiese. Un fatto alquanto "singolare" commentano dal comune che su quindici medici convocati e in graduatoria, tutti e quindici non abbiano dato risposta. La preoccupazione sul territorio è che la questione finisca come a La Maddalena dove, nonostante le barricate, è stato chiuso definitivamente il punto nascite.
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