Delibera regionale per l'apertura del Mater Olbia entro l'anno, anche da Grillo (M5s) arriva l'ok

OLBIA. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore della Sanità, Luigi Arru, ha approvato la delibera che permette l’avvio delle attività del Mater Olbia - la cui apertura è prevista entro l’anno -, assicurando il tetto di spesa per prestazioni di alta specializzazione. L’Azienda per la Tutela della Salute avrà ora il compito di definire il contratto con la struttura e potrà acquistare prestazioni dall’ospedale gallurese per un massimo di 1 milione e mezzo per il 2018, inizialmente per le attività ambulatoriali e specialistiche. Sul progetto Mater - Fondazione Gemelli, è stato sottolineato, è previsto un finanziamento pluriennale della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la ricerca biomedica e la ricerca traslazionale che verrà fatta in Sardegna e che coinvolgerà le Università isolane e i centri di ricerca del sistema sanitario sardo. 

Il tetto di spesa per l’ospedalità privata - è stato ricordato - ammonta a 99 milioni circa e, con la delibera di oggi, arriveranno altri 300 mila euro per gli altri erogatori privati.

E nel frattempo arriva anche la benedizione di Beppe Grillo che sul suo blog pubblica il parere di due professori universitari  Amillo Ricordi dell'Università di Miami e di Marco Songini dell'Università di Cagliari. Ecco le loro parole: "Dopo aver valutato attentamente la situazione sanitaria della Regione Sarda e il progetto di alta qualità del Mater Olbia, ci auspichiamo che gli ostacoli incontrati fino ad oggi possano essere definitivamente superati per permettere all’ospedale di Olbia di aprire al più presto i primi ambulatori. È di fondamentale importanza riconoscere all’ospedale MO una valenza strategica nazionale, oltre che regionale, anche in considerazione dell’ingente investimento sostenuto dal Qatar nella ricerca avanzata per lo sviluppo di cure per patologie che affliggono in particolare la regione Sardegna, come ad esempio il diabete. La creazione di un polo di eccellenza in grado di generare mobilità attiva da altre regioni europee e dell’area mediterranea, significa inoltre offrire alla Sardegna un supporto allo sviluppo economico di eccezionale valore: sono circa 1200 i posti di lavoro generati dall’iniziativa (600 diretti e 600 indiretti)".
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