Ospedali di Tempio Pausania e La Maddalena occupati contro i tagli alla sanità, stasera nuovo sit in

OLBIA. Si diffonde a a macchia di leopardo la protesta per la riforma sanitaria nel Nord Sardegna. Questo pomeriggio in ospedale a Tempio Pausania è arrivata un delegazione da La Maddalena composta da una ventina di persone per portare la propria solidarietà a chi in questi giorni è in presidio di protesta fisso, anche notturno.  Presente anche il sindaco di Tempio, Andrea Biancareddu. I comitati hanno esposto diversi striscioni con la preoccupazione di un possibile taglio di servizi sanitari sul territorio. Zone, come quelle di La Maddalena e Tempio Pausania, vengono definite svantaggiate proprio per la viabilità e la particolare collocazione geografica che dovrebbe far pensare ad una deroga.

E l’elisoccorso, secondo i manifestanti, non garantirebbe alcuna sicurezza in caso di emergenza. I comitati sono dunque sul piede di guerra e sono pronti a manifestare ad oltranza e nello specifico richiedono la riapertura del punto nascite ripristinandone la piena funzionalità, l’integrazione del fabbisogno di organico dei vari reparti affinché possano riattivarsi le ordinarie prestazioni, messa a regime di un presidio di cardiologia h24, attivazione di un punto di terapia semi intensiva, per gli interventi di bassa-media complessità e il mantenimento dell’Unità Operativa Complessa di lungodegenze post acuzie, recupero, rieducazione funzionale con la definitiva assegnazione dei posti letto. Tutte le richieste sono state inviate al presidente della Regione, Francesco Pigliaru e alla sua giunta attraverso una lettera. Occupati  già da settimane, dunque, gli ospedali di La Maddalena e Tempio Pausania. E nei prossimi giorni, il 10 novembre, ci sarà un nuovo sit in davanti all’ospedale civile Alivesi di Ittiri.
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