La Gallura si mobilita contro il decreto Pillon, Di Lorenzo (Cgil): "Ritorniamo 50 anni indietro"

OLBIA. La Gallura dice no al disegno di legge Pillon che prevede nuove norme in materia di affidamento dei minori in caso di separazione e divorzio. Tutti i dettagli sono stati illustrati, nel corso di una conferenza stampa a Olbia, indetta dal coordinamento donne dello Spi-Cgil con la presenza della segretaria Giovanna Spissu, della segreteria provinciale della Cgil con la segrtearia Luisa Di Lorenzo, dell’Associazione Prospettiva Donne con la presidente, Patrizia Desole e dal circolo Udi di Olbia. Una delegazione prenderà parte alla mobilitazione generale in programma il prossimo sabato 10 novembre a Cagliari.

“Come Cgil siamo convinti che il disegno di legge vada bloccato perché lo riteniamo maschilista e classista e perché avvantaggia i redditi più elevati -ha dichiarato la segretaria provinciale Luisa Di Lorenzo. La donna è ancora oggi sesso debole perché la società lo impone. Siamo sottopagate e svantaggiate e questo significa che di fronte ad una scelta di separazione, questa non può essere libera, perché si devono considerare le conseguenze economiche che possono scaturire da una separazione. Pensiamo che l’Italia debba andare verso i diritti e riteniamo che questo disegno di legge riporti la donna indietro di 50 anni, annullando di fatto tutte le conquiste che le donne hanno fatto prima di noi. Donne e uomini devono esigere questi diritti per le lotte di chi ci ha proceduto, ma soprattutto per le prossime generazioni. Chiediamo alla Gallura e alla cittadinanza di esserci”.

Comitati e movimento per il No Pillon dicono no alla mediazione obbligatoria a pagamento, no all’imposizione di tempi paritari e alla doppia domiciliazione/residenza dei minori, no al mantenimento diretto, no al piano genitoriale, no al coordinatore genitoriale e no al concetto di alienazione parentale.
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SIDDURA MAÌA