In crescita i poveri in Sardegna, la Caritas in campo per arginare il fenomeno: a Olbia il report

OLBIA. E' stato presentato stamane al museo archeologico di Olbia il Report della Caritas su povertà ed esclusione sociale. Preoccupanti i dati esposti stamane con un aumento di tre punti percentuali dal 2016 al 2017. Si è passati, infatti dal 14 al 17,3 percento.  I dati si basano sui campioni raccolti dai centri per l'ascolto Caritas presenti in tutta la Regione.  Presente il vescovo di Tempio Ampurias, Mons.Sebastiano Sanguinetti, Mons. Giovanni Paolo Zedda e il responsabile del Servizio Studi e Ricerche della Caritas, Raffaele Callia: "La povertà è in aumento, ma il paradosso è che meno persone si rivolgono a noi e questo avviene perché il lavoro delle Diocesi hanno creato degli strumenti pratici che supportano direttamente le famiglie.

I numeri fotografano comunque settemila persone che nel 2017 si sono rivolte al Centro d'ascolto della Caritas e perlopiù sono italiani, un 70 percento. Circa duemila sono stati gli immigrati con una prevalenza delle nazionalità romena, senegalese,  marocchina e nigeriana. L'identikit dei nuovi poveri sono dunque presto fatti con un età media di 40 anni, fascia di età particolarmente colpita dalla crisi lavorativa, ma anche familiare con un aumento esponenziale di separazioni e divorzi. E in periodo di crisi, secondo lo studio, cala anche il livello di istruzione e il numero di laureati. Chi si è rivolto al centro di ascolto della Caritas per il 61 percento è in possesso della licenzia media inferiore. Chi ha un livello di istruzione più alto, secondo il report, ha più possibilità di cavarsela ed è preoccupane il dato relativo alla dispersione scolastica di giovani che assegna alla Sardegna la maglia nera d'Italia. 
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SIDDURA MAÌA