Confiscati beni banda della Magliana: tra questi complesso turistico fronte mare a Olbia ***VIDEO***

OLBIA. Maxi sequestro nei confronti Ernesto Diotallevi, accusato di essere uno degli esponenti di spicco della Banda della Magliana e poi assolto dalla Corte d'Assise nel 1996 . La Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro beni per 25 milioni di euro e tra questi anche un complesso turistico composto da villette a schiera situate di fronte al mare a Olbia. In azione da stamani le fiamme Gialle che hanno messo i sigilli a 43 immobili a Roma, Pesaro e Olbia e tra questi un appartamento da sogno da 14 vani a Roma con piscina e affaccio diretto su Fontana di Trevi.

Diotallevi, secondo alcuni  componenti della Banda era il “secco”, colui che faceva avrebbe fatto d tramite tra la Banda, il mondo finanziario e Cosa Nostra. L'uomo amava il lusso e all’interno della casa sono state ritrovate opere d’arte e arredamenti di pregio. Diotallevi  aveva partecipazioni di quote societarie in numerose attività che spaziavano dal campo immobiliare a quello nautico, dai trasporti marittimi al commercio di energia elettrica. Un vero e proprio impero dove non mancavano auto di lusso, depositi bancari, polizze vita e ville lussuose.

L’odierna operazione costituisce l’epilogo di meticolose indagini patrimoniali, eseguite dagli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria su delega della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina, che hanno consentito di documentare come il proposto, sebbene assolto dalla Corte d’Assise di Roma, nel 1996, nell’ambito del noto “processo alla banda della Magliana”, nonché da plurime accuse di omicidio (tra le altre quella per la morte del banchiere R. C.), fosse riuscito ad accumulare ingenti fortune, nonostante l’assoluta carenza di fonti di reddito lecite, talora riconducendo la formale titolarità dei beni a compiacenti “prestanome”.

La confisca giunge al termine di un lungo e complesso iter che ha portato la posizione di D. al vaglio di tutti i gradi di giudizio sino alla Corte di Cassazione la quale, a gennaio 2018, ha annullato il decreto con cui la Corte di Appello, a maggio 2017, aveva disposto, in riforma della decisione del Tribunale risalente a gennaio 2015, la revoca parziale della misura ablativa.

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SIDDURA TÌROS