Zedda a Olbia lancia la sua idea di Sardegna e incassa la fiducia del popolo del centrosinistra

di Davide Mosca
OLBIA. Il centrosinistra fa quadrato intorno al candidato presidente della Regione Sardegna, Massimo Zedda. A Olbia, nella sala conferenze del Geovillage, c’è tanta gente. Tutti qui per ascoltare le parole del leader che sperano possa guidare la Regione e risolvere gli annosi problemi dei territori. Presenti tutti i candidati consigieri del collegio, a fare gli onori di casa il segretario cittadino del Pd,  Gianluca Corda: “Vogliamo immaginare uno scenario di democrazia dove vengano tutelate le persone e questo scenario e questa storia ha il volto di Massimo Zedda e sarà la storia di tutta la Sardegna, con una Regione di tutti, delle città e dei piccoli comuni.

La parola è poi passata a Emiliano Deiana, sindaco di Bortigiadas e presidenti dell’Anci: “Sarà una campagna elettorale difficile e complicata. Ma noi dobbiamo lottare perché di fronte a noi c’è una coalizione che vuole fare la secessione dei ricchi contro i poveri. Le regioni del nord, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto chiedono il federalismo fiscale e questo toglierà milioni di euro al sud. Noi dobbiamo decidere se vogliamo il sindaco della Sardegna o chi si presta a questo gioco funzionale alla disgregazione dello stato italiano. Vogliamo combattere le disuguaglianze con il lavoro, la sburocratizzazione della regione e un federalismo interno con l’alleanza tra i territori”.

E’ stata poi la volta di Zedda, sindaco di Cagliari al suo secondo mandato: “Dopo lo sbarco in Sicilia del 1943 oggi è in corso lo sbarco in Sardegna da Milano di ministri, sottosegretari, presidenti ed ex presidenti. Ma se il primo determinò la liberazione da parte degli americani quello di oggi presuppone la subordinazione a poteri che saranno a Milano e Roma. C’è la determinazione ad avere governatori deboli come il “candidato senza volto” del centro destra per avere risorse e testa solo al nord. La Sardegna è bella in ogni sua parte, ma è debole se non ha una Regione forte che si facci sentire. Perché i nostri territori fanno gola ai tanti speculatori e c’è il rischio che le enormi potenzialità non siano nelle mani dei sardi, ma siano occasione di sviluppo per altri che non hanno a cuore la nostra amata Isola”.

Zedda ha poi proseguito parlando dei suoi punti programmatici: “Ogni giorno spariscono migliaia di posti di lavoro e mentre stavamo assistendo a duna lenta ripresa, oggi questo governo ci sta trascinando nuovamente a fondo e siamo una situazione di recessione. Dobbiamo investire in una occupazione diffusa in tutti i territori grazie ad investimenti pubblici e privati, ai nuovi presidi sanitari, al sostegno alle imprese giovanili nel turismo, nella filiera agroalimentare e nelle nuove tecnologie. Incentiveremo il telelavoro da casa per una migliore qualità della vita e contrasto allo spopolamento. Una persona di Calangianus, Tempio, La Maddalena potrà lavorare da casa per enti a Cagliari o altre città”.

Non è mancato il tema della riforma della Regione: “Più vado in giro, più parlo con la gente, anche qui in Gallura e più mi rendo conto che persone e amministrazioni si sentono lasciate sole e abbandonate dagli enti regionali. Questo è causato da un sistema organizzativo burocratico antico che segna un solco con i territori e per questo andrà rivisto e aggiornato. Delegheremo ai territori competenze e risorse ai comuni rafforzando il sistema degli enti locali. La Regione deve riformarsi aggiornando le norme per un benessere diffuso”. Il discorso del candidato governatore del centro sinistra è stato accolto dagli applausi dei tanti sostenitori e lo stesso Zedda ha invitato tutti a lavorare fino alla fine per tentare di raccogliere il maggior numero di consensi. La partita, infatti, è ancora tutta da giocare. E il risultato non è per nulla scontato.
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