Finiscono con la barca su una secca a Golfo Aranci, in azione gli uomini della Guardia Costiera

OLBIA. Nuovo intervento, nel tardo pomeriggio, degli uomini in divisa bianca dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Golfo Aranci al comando del T.V. (CP) Angelo Filosa in favore di diportisti in difficoltà. Questa volta tre persone, due uomini e una donna, a bordo di un natante da diporto di 8,5 metri, noncuranti delle cattive condizioni meteo marine decidevano di prendere il mare. Secondo una prima ricostruzione il natante navigava sotto costa ed è andato ad invadere la fascia di balneazione delimitata dai cavi tarozzati. Il conduttore del natante ha ammesso di essersi distratto e di non aver visto che l’unità si avvicinava sempre più sotto costa, probabilmente spinta da vento e corrente, fino ad andarsi ad impigliare nei cavi tarozzati. Da allora l’unità è risultata completamente ingovernabile ed è finita sui bassi fondali del litorale denominato “I Baracconi” nel Comune di Golfo Aranci. L’allarme giungeva presso la Sala Operativa di Golfo Aranci, coordinata dalla Direzione Marittima di Olbia. Immediato l’intervento della Motovedetta CP 709 assistita anche dalla marineria golfoarancina. L’unità adagiata sui bassi fondali a circa dieci metri dalla costa continuava a subire gli effetti marini, pertanto si facevano sbarcare i diportisti con l’aiuto del personale tecnico di un cantiere di Golfo Aranci, che successivamente riusciva a disincagliare e a recuperare l’unità. Il natante, assistito dalla Motovedetta CP709, veniva rimorchiato fino al cantiere nautico di Golfo Aranci ed alato a secco per le verifiche dello scafo.

Il personale della Guardia Costiera intervenuto via terra, prendeva in consegna i tre diportisti e li accompagnava presso la sede dell’Ufficio Circondariale per la verifica delle condizioni e gli accertamenti del caso. Per fortuna tutti in ottimo stato di salute e non necessitavano di assistenza medica.

Tuttavia, durante la fase di verifica documentale veniva accertato che il diportista navigava con la patente nautica scaduta. Infatti, l’unità aveva a bordo due motori da 187 Kw per cui è necessaria l’abilitazione alla conduzione e non aveva più i documenti di scafo e motori, ormai smarriti da tempo. Dalla dinamica dell’evento è stato anche accertato che il diportista non conduceva correttamente l’unità invadendo la fascia di balneazione.

Pertanto, nei confronti del diportista scattavano il ritiro della patente e tre sanzioni amministrative per un totale di circa 800 Euro.
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