Bomba ecologica a Sa Coroncedda a Olbia, Nizzi: "Risolveremo il problema e qui nascerà un Parco"

di Davide Mosca
OLBIA. Uno stretto e lungo lembo di terra è il varco tra cumuli di rifiuti accumulati ai bordi della strada che porta al campo rom di Sa Coroncedda a Olbia. Bidoni con oli esausti, carcasse di auto, batterie, vecchi elettrodomestici e rifiuti pericolosi di ogni tipo: una vera e propria bomba ecologica a pochi passi dal centro abitato e nel cuore di questa piccola comunità di Rom. Questa mattina, proprio davanti al campo, il sindaco Settimo Nizzi ha incontrato i giornalisti, le associazioni di categoria olbiesi, i rappresentanti sindacali e gli stessi abitanti dell’insediamento Rom. Il primo cittadino ha spiegato le prossime azioni da mettere in campo per risolvere la situazione: “In settimana incontreremo l’assessore regionale all’ambiente, perché questo problema non può essere gestito solo dal comune.

Noi faremo la nostra parte -ha commentato Nizzi-, ma serve l’aiuto di tutti. Chiedo anche al prefetto di Sassari di farsi parte attiva nella vicenda. Non appena sgombereremo il campo dalle famiglie che ci abitano, cominceremo la bonifica. Alle famiglie  Rom assicureremo un alloggio temporaneo, in case o in albergo, fino a quando non risolveremo questo problema. Non è possibile vivere qui in questa situazione di degrado”. E nei progetti dell’amministrazione comunale c’è l’idea di creare in questa zona compromessa dai rifiuti un grande Parco che si possa estendere fino al rio Padrongianus. Samir e Sanela, marito e moglie vivono nel campo e sono preoccupati per il loro futuro e quello dei figli: “Anche noi vorremmo avere una casa, i mie figli sono integrati, frequentano la scuola, fanno sport. Sono due anni che cerchiamo casa, ma quando vedono che siamo zingari non ce la danno e non si fidano. Noi ormai viviamo come gli italiani, siamo cittadini olbiesi ormai perché viviamo da 40 anni a Olbia. Il problema di questi rifiuti non dipende da noi. Viene gente da fuori a buttare la spazzatura, ci siamo sentiti abbandonati a noi stessi e anche io ho denunciato la cosa”.

Il sindaco ha poi annunciato l’inasprimento delle sanzioni per chi crea discariche abusive e la modifica dei regolamenti per avere le certificazioni degli smaltimenti dei rifiuti. “Chiediamo ai cittadini di darci una mano -ha commentato il sindaco- segnalando chi provoca questi scempi e a breve sarà disponibili una app proprio per questo”. Per Benedetto Fois -presidente della CNA Gallura- la discarica è frutto di un comportamento diffuso e non limitato solo a questa zona: “Qui ci troviamo dove c’è il bubbone, ma i suoi tentacoli sono in tutta la città che è piena di discariche abusive -ha commentato Fois-. Per Luisa Di Lorenzo, segretario della Cgil Gallura questi sono temi che riguardano tutti: “Dobbiamo lavorare per sensibilizzare la comunità e la mia preoccupazione -ha dichiarato la Di Lorenzo riguarda la chiusura del campo e mi rassicurano le parole del sindaco sul ricollocamento di tutte le persone e i bambini che risiedono qui”. L’ultima bonifica è stata effettuata dal comune circa due anni fa, ma la situazione oggi sembra ancora peggiore di allora. Per Federico Fadda della Uil il problema è culturale: “Dobbiamo lavorare di più sulla sensibilizzazione e partire dalle scuole e incrementare queste azioni. Contemporaneamente dobbiamo trovare chi non paga le tasse sui rifiuti perché son quelli che poi scaricano in queste aree”.

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