Gli avvocati del foro di Tempio in sciopero: "Situazione grave, intervenga il ministro Bonafede"

di Davide Mosca
OLBIA. Ventiquattromila fascicoli pendenti, carenza di organico con cinque giudici su undici presenti in organico e rinvii delle cause civili al 2021 e al 2023. I numeri impressionanti diffusi questa mattina dagli avvocati in sciopero permanente da più di un mese a Tempio Pausania, fotografano  una situazione emergenziale e non più rinviabile. Erano presenti il presidente dell’Ordine degli avvocati del foro di Tempio Pausania, Carlo Selis, il presidente dell’Unione Regionale delle Curie della Sardegna, Antonello Spada e  alcuni componenti degli ordini nazionali. Nel corso della riunione di questa mattina gli avvocati hanno annunciato di voler proseguire ad oltranza lo sciopero. Un blocco che paralizza ancora di più il tribunale, ma che secondo i presenti è l’unica via per avere risposte agli appelli che ormai da anni sono rimasti inascoltati.

"In Gallura c’è un problema di legalità per la mancanza di giudici ed è una situazione che compromette anche gli investimenti -ha commentato Spada-.Oggi e soluzioni non possono arrivare da noi e  siamo qui per sollevare la questione e portare la problematica da un livello locale a un livello nazionale affinché il ministro della risolva la criticità”. Della stessa linea Carlo Selis: “Il ministro deve farsi carico di questa situazione, la problematica non è più rinviabile e questo sciopero è necessario perché non si poteva più andare avanti così”.

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