Sciopero nei porti il 7 gennaio contro la stangata sui trasporti navali da e per la Sardegna

di Davide Mosca
OLBIA. In arrivo una stangata sul costo dei trasporti merci da e per la Sardegna. Per questo motivo è stato indetto il 7 gennaio uno sciopero generale nei porti. A darne notizia i consiglieri regionali, Angelo Cocciu, Dario Giagoni e Giovanni Satta, che stamani hanno incontrato i giornalisti per spiegare i motivi della protesta. “Riteniamo intollerabile questo aumento dei costi dei trasporti marittimi -ha commentato Satta del Psd’Az- derivanti da una direttiva europea che richiede alle compagnie di navigazione di adottare sistemi di antinquinamento particolari  e del passaggio dell’utilizzo del gas come combustibile invece del gasolio. Dal 2016 a oggi nessuno ha fatto nulla e lo stato italiano avrebbe dovuto dotare le banchine di apparecchiature adatte e fornire incentivi alle compagnie  per mettersi in regola. Il settore più colpito sarà proprio quello della pastorizia con il mangime che aumenterà di due euro. Per imbarcare un semirimorchio si spenderanno circa 250 euro in più. Chiediamo che lo Stato si faccia carico dei costi per l’adeguamento”.

Dello stesso tenore le dichiarazioni del consigliere della Lega, Dario Giagoni: “Per il giorno 16 l'assessore regionale ai trasporti ha convocato in regione a Cagliari un tavolo per discutere di questa tematica, questo perché l'attenzione della regione è alta.  Questa direttiva è datata 2016 e abbiamo avuto 4 anni per metterci in regola, ma non si è fatto niente.  Questo incremento del 20/30 percento da parte delle compagnie ricadrà sulle spalle dei sardi. Rischiamo di finire come le regioni del terzo mondo.  Inoltre dal 2021 tutte le navi da crociera dovranno viaggiare con il Gnl, questo nuovo gas, quindi noi rischieremo di perdere i loro attracchi, temo che sarà una certezza".

Anche per Angelo Cocciu di Forza Italia lo Stato dovrà prendere provvedimenti immediati per evitare il peggio: “Questa è iniziativa dovuta perché c'è uno stato d'arresto da parte dello Stato. Lo Stato impone un cambio di carburante, ma allo stesso tempo non interviene per stanziare risorse al fine di  predisporre punti di forniture elettriche. Questo aumento non è sostenibile.  Vorrei dire anche che l'Autorità portuale di Cagliari ha una considerazione pari a zero del porto di Olbia. Non c'è nessun confronto tra il porto di Olbia è quello di Cagliari. Il progetto per un porto turistico Olbiese è tenuto in un cassetto a Cagliari per bloccarlo. La prima cosa che vogliamo è lo sblocco delle autorizzazioni per realizzare al Molo Brin un porto turistico. Noi galluresi questa volta non siamo pochi, e abbiamo il compito di tutelare questo territorio”.
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