Centinaia di persone in aeroporto a Olbia per dire no alla liquidazione di Air Italy

di Davide Mosca
OLBIA. Nessuna novità emersa nell’incontro di questa mattina in aeroporto a Olbia in merito alla delicata questione dei lavoratori Air Italy. La sabbia nella clessidra del tempo è finita e le speranze di poterla capovolgere per ricominciare sono aggrappate ad un incontro che si terrà giovedì prossimo al ministero dei trasporti dove si riuniranno i commissari liquidatori, i sindacati che rappresentano i lavoratori e i rappresentanti della Regione Sardegna e Lombardia. La giornata di oggi, però, fotografa uno stato di crisi che rappresenta un territorio agonizzante. Più di ottocento persone hanno sfilato in silenzio dal parcheggio di Dechatlon fino ad arrivare davanti all’aeroporto Costa Smeralda dove alcuni lavoratori hanno preso la parola e raccontato le preoccupazioni per il futuro e le proprie storie. Il confronto si è, poi, spostato all’interno nell’area check in, dove hanno preso la parola il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, il deputato del movimento Cinque Stelle Nardo Marino,  il consigliere regionale Giuseppe Meloni, l’assessore regionale alla programmazione e bilancio Giuseppe Fasolino, il consigliere regionale Roberto Li Gioi, il subcommissario della provincia per la Gallura Pietro Carzedda, Il consigliere regionale Angelo Cocciu, la deputata Paola Deiana e in rappresentanza del governo la sottosegretaria allo Sviluppo Economico, Alessandra Todde alla quale è stata conferita la delega per il dossier Air Italy: “La scorsa settimana ci sono state interlocuzioni con i vertici aziendali. Non dobbiamo urlarci addosso -ha commentato la Todde, ma farci vedere uniti per far capire che non siamo disponibili ad azioni unilaterali. Abbiamo fatto alcune proposte al tavolo: ora attendiamo delle risposte dai commissari liquidatori che speriamo possano essere illustrate nell’incontro di giovedì 20”. Attimi di tensione per alcune contestazioni indirizzate da alcuni lavoratori alla sottosegretaria e al sindaco di Olbia Settimo Nizzi.

“Sarei venuto ugualmente anche senza invito. Dobbiamo fare la cosa più importante che fino ad oggi abbiamo lasciato da parte ha commentato Nizzi-, dobbiamo portare avanti l’unitarietà d’intenti. Dobbiamo scongiurare questa sciagura per la nostra città. Non si pensava che si arrivasse in maniera così determinata e repentina alla liquidazione. Noi non ci tiriamo indietro e percorreremo tutte le strade possibili per ottenere la sopravvivenza di questa azienda e di questi servizi.
Al di là delle appartenenze politiche dobbiamo fare tutto quello che ad ognuno di noi è possibile fare. Se non dovessimo riuscire malauguratamente perderà la nostra città e tutta la Sardegna.
Non dobbiamo andare a cercare solo le colpe, quello che è stato è stato, oggi dobbiamo cercare di fare di tutto. In ballo qui c’e il lavoro e lo sviluppo di un’intera comunità”.

“Dovevate pensarci prima -ha commentato una ex dipendente di meridiana licenziata nel 2016. Siamo stati mandati via in quegli anni e il sindaco è venuto sotto la palazzina a dire che avrebbe fatto qualcosa. Il governo ha firmato un accordo con uno stato straniero e lei sindaco ha mandato in ginocchio un’isola”.  Il sindaco ha replicato rispedendo le accuse al mittente abbandonando successivamente il palco e il confronto con i lavoratori. “Si deve vergognare. Lei sta dicendo che la colpa è la mia. Noi è dal 2016 -ha concluso Nizzi- che cerchiamo di lottare perché Air Italy non chiudesse”.
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SIDDURA MAÌA