La storia della cantina gallurese Siddùra raccontata nel nuovo sito web appena lanciato

OLBIA. Una pagina web aperta sulla Gallura. Un estratto di storia da Luogosanto fino all’intera Sardegna, da esportare nel mondo. Si parte dal Prowein per sbarcare poi al Vinitaly. Farà così il suo esordio il nuovo sito internet della cantina Siddùra di Luogosanto, un momento speciale per l’azienda che ha curato meticolosamente il restyling delle pagine, che dovranno rappresentare il nuovo veicolo di promozione del territorio, dell’intera Isola, che Siddùra porterà nelle più importanti fiere internazionali.

IL SITO. L’indirizzo è  www.siddura.com, dal quale appare una schermata sulla storia della cantina. “Le virtù dell’eredità” raccontano di un luogo situato nei pressi del pittoresco paesino medievale di Luogosanto, in cui Siddùra può essere descritta come il cuore della Gallura. Qui la cultura nobile del vino è antica quanto la storia dei popoli che hanno abitato questa terra nel corso dei secoli. È in questo angolo di Sardegna che la tradizione si rinnova. “Qui abbiamo creato qualcosa di unico e straordinario che nasce da radici lontane nel tempo. Siamo fieri di far parte di questa grande eredità” racconta l’home page del sito. La filosofia dell’azienda e le persone che contribuiscono a creare il prodotto: sono questi i punti fondanti della mission di Siddùra che compaiono a corredo della storia dell’azienda. “La produzione del vino non è semplicemente la trasformazione dell’uva – spiega Massimo Ruggero, direttore generale della cantina – ma è immergersi nella filosofia della tradizione e nella consapevolezza di dover restituire alla terra il suo prodotto trasformato e reso unico anche dall’identificazione in un brand”.

I VINI. Sono poi i vini a prendersi il centro della scena. Il prodotto che viene venduto e che rappresenta il fulcro di un’azienda vitivinicola. Ma qui Siddùra decide di introdurre una sezione specifica dedicata ai vitigni. Spiegazioni in immagini e contenuti di tutti i vitigni più importanti della Sardegna. Questa sezione è una delle più importanti e qualificanti del sito, in quanto rappresenta lo strumento per fare marketing territoriale, vendendo i vitigni della Sardegna, il terroir non solo della cantina ma di un’intera regione. Vermentino, Cannonau, Cagnulari, Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Moscato: ognuno ha la propria sezione con curiosità e informazioni utili.

I VIGNETI. Poi ci sono le vigne di Siddùra. I terreni delle vigne di Siddùra sono un misto di granito, sabbia e argilla. Sono terreni sciolti, spesso aridi, ideali per la viticoltura. In queste condizioni la vite, ovvero una pianta abituata a soffrire “la fame e la sete”, riesce a dare i prodotti migliori. Le buone escursioni termiche, il clima ventilato e l’ottimo irraggiamento delle delicate pendenze collinari fanno il resto, preservando e esaltando le caratteristiche organolettiche dei frutti. “Il nostro scopo è quello di produrre vini che si identifichino con il terroir dal quale provengono – spiega il sito di Siddùra -. Le particolari condizioni climatiche delle nostre vigne, unite a suoli di indiscussa vocazione vitivinicola, sono il segreto della qualità dei nostri vini”. Aggiunge, Massimo Ruggero: “É incredibile come da terreni aridi, granitici, sciolti, possano nascere vini fruttati, cremosi, burrosi, morbidi e rotondi. La sofferenza in agricoltura è la porta del successo attraverso la quale si impara ad apprezzare l’unicità del terreno e dei suoi prodotti”.

CANTINA E MUSEO. Il sito contiene anche immagini e descrizioni della cantina, che si trova al centro della tenuta, perfettamente interrata al fine di sfruttare la coibentazione naturale data dal suolo. Qui si svolge l’intera filiera produttiva, dall’uva alla bottiglia, privilegiando le fermentazioni spontanee e utilizzando i più diversi tipi di contenitori: dalle vasche in cemento, alle botti. C’è poi il museo di Siddùra e il negozio, sia reale che virtuale, che si muove anche attraverso l’e-commerce, che esaltano la parte artistica e valorizzano quella commerciale dell’azienda nata a Luogosanto.

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