Aumento contagi a Olbia, Marino e Li Gioi (M5s): "L'assessore Nieddu spieghi i motivi"

OLBIA. L’incremento del numero di persone risultate positive al contagio da Covid-19 all’interno dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, nel reparto di rianimazione, preoccupa e configura una emergenza nell’emergenza in Sardegna. Nardo Marino e Roberto Li Gioi,  rispettivamente deputato e consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, chiedono delucidazioni su quanto accaduto alla Regione Sardegna.

“La Regione Sardegna deve delle spiegazioni su quanto accaduto all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia che, in una sola giornata, ha registrato un elevato numero di contagi all’interno del reparto di rianimazione e ha comportato la chiusura del centro trasfusionale. L’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, è chiamato a rispondere della diffusione dei contagi a Olbia, all’interno del presidio ospedaliero. E’ segno che qualcosa si è inceppato nell’iter che avrebbe dovuto mettere il personale sanitario nelle condizioni di lavorare in sicurezza. Le dichiarazioni pubbliche rese da Nieddu sulle inchieste aperte in merito alla diffusione dei contagi negli ospedali sardi, sono inaccettabili.

“Chi ha sbagliato, pagherà”, ha affermato l’assessore regionale liberandosi così delle responsabilità che gli competono. Anziché giustificare il proprio operato trincerandosi dietro sterili dichiarazioni, la Giunta e Nieddu dovrebbero chiarire cosa ha trasformato gli ospedali sardi in un centro di contagio. Non è limitando la divulgazione delle informazioni, come vorrebbe la Giunta regionale, che si combatte la diffusione del virus. Servono azioni concrete per rimediare agli errori commessi e non farne di nuovi: il sistema sanitario olbiese non può permettersi di rinunciare a reparti, medici e infermieri. Accogliamo positivamente la notizia dell’esecuzione dei tamponi a tappeto per tutto il personale sanitario e i pazienti del Giovanni Paolo II. D’altro canto, non possiamo accettare che  il grido di allarme degli operatori della sanità  passi inosservato. Quanto successo è la spia di un meccanismo che non sta funzionando a dovere e le colpe non possono ricadere sulle spalle del personale sanitario che per primo fronteggia l’emergenza in corso".

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