Il sindaco Nizzi contro il decreto di Conte: "Ora Solinas faccia valere le richieste dei sardi"

di Davide Mosca
OLBIA. “Il nuovo disarmante Dpcm firmato dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte,  pone lo stato italiano in una condizione di morte sicura. La Sardegna ancora di più. Fosse stato per me avremo aperto tutto oggi”. Con queste parole il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, ha aperto la conferenza stampa quotidiana con i giornalisti esprimendo forte dissenso per il provvedimento del governo che non tiene conto -a suo dire- delle peculiarità dei singoli territori. “Non si può paragonare la Sardegna alla Lombardia o al Veneto -ha poi proseguito Nizzi. Noi ad oggi, nella nostra città -ha proseguito il sindaco-abbiamo cinque casi attivi: tre di questi in ospedale e due in isolamento domiciliari. Con questi dati dovevamo aprire perché i nostri cittadini stanno morendo di fame e sono disperati. Noi speriamo che questo grido di dolore della gente venga raccolto dal presidente della regione Solinas e lo faccia valere nei confronti del Governo che ci deve far ripartire”. Il sindaco è fortemente critico con il provvedimento di Conte e lo bolla come “Impugnabile”. “Conte non ha sentito, come previsto per legge,  la Conferenza Stato Regioni -ha poi concluso Nizzi- ed ha ascoltato solo il presidente dell’Emilia Romagna , Bonaccini. Al comma 3 del decreto si evince come le disposizioni si appplichino alle Regione compatibilmente con lo Statuto. Per questo chiedo al nostro Governatore di far valere la nostra autonomia”.

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