Stagione estiva 2020, Cgil e Cisl: "La Gallura non può più aspettare i tempi della politica"

OLBIA. Una stagione estiva già compromessa a causa degli effetti del Covid-19. Ma il rischio che la Gallura arrivi al tracollo è piuttosto reale e denunciato più volte dalle rappresentanze sindacali. In questo caso Miko Idili, segretario provinciale della Cisl e Luisa Di Lorenzo segretaria provinciale della Cgil hanno chiesto alla Regione un cambio di passo per evitare il peggio. Ecco la nota stampa dei due sincati nella loro forma integrale:

"Qualora la Regione Sardegna non dovesse chiarire in tempi rapidi le linee di indirizzo per la prossima stagione estiva la certezza è che migliaia di lavoratori e di imprenditori galluresi rischiano pesantissime conseguenze.
 È ora di smetterla con i tentennamenti, con gli annunci senza che poi seguano adeguate iniziative a sostegno del comparto del turismo e della sua filiera.
L’economia della Gallura rischia un inesorabile tracollo a causa del prolungato lockdown voluto dal governatore Solinas per contrastare il Covid 19. 
La continua incertezza sui tempi di ripartenza sta generando un danno enorme alla Gallura come destinazione turistica a vantaggio di altre destinazioni turistiche, quali la Grecia la Croazia e la vicina Sicilia, che in maniera più opportuna hanno dato indicazioni chiare e tempestive.

La stagione che inizia si presenta già con grossi handicap, il distanziamento sociale determinerà inevitabilmente un minor numero di posti a sedere nei locali con conseguente contrazione di occupati nel settore. A fronte di tale situazione, la quasi totalità dei lavoratori nel Turismo e della filiera fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria è in ammortizzatore FIS e in CIGD. In Gallura parliamo di circa 500 aziende con il coinvolgimento di circa 4000 lavoratori.
Gli interventi di ricorso agli ammortizzatori, definiti dai decreti “Cura Italia” e “Rilancio” per un totale di 18 settimane, scadranno a metà luglio.
Diventa quindi prioritario definire un’ulteriore proroga in considerazione del fatto che le molteplici e specifiche difficoltà che il Turismo sta attraversando, non scompariranno con un colpo di spugna, ma continueranno a persistere anche nei prossimi mesi. Proroga indispensabile al fine di garantire continuità reddituale per i tanti lavoratori coinvolti, almeno per un arco temporale coerente con le previsioni di ripresa.


L’esigenza di prolungamento della copertura con Fondo di Integrazione e Cassa Integrazione Guadagni non può non accompagnarsi alla previsione di una tempestiva erogazione dei relativi trattamenti. Il notevole ritardo nella corresponsione delle integrazioni non fa altro che aggiungere ulteriore precarietà ad una situazione già di forte disagio per i lavoratori.
Esiste inoltre il problema di chi invece non ha potuto iniziare a lavorare come ogni anno: i dati dell’Aspal fotografano una realtà attuale drammatica, con un saldo negativo di assunzioni mancate rispetto allo scorso anno pari - 14.520 nei Cpi della Gallura con la percentuale più alta di tutta la Sardegna. E’ solo parte di questi lavoratori ha ricevuto un sostegno al reddito per far fronte al danno subito, gli altri sono stati esclusi per una discriminazione assurda ed incomprensibile tra lavoratori stagionali che sono stati indennizzati e lavoratori a tempo determinato che non lo sono stati: seppur in presenza di una differenza formale, di fatto non sussiste nessuna differenza tra le due tipologie di lavoratori rispetto alla causale della loro assunzione legata in entrambi i casi ai picchi stagionali. Giova specificare che non parliamo solo del settore turismo in senso stretto, ma di tutta la filiera, quindi non solo dei lavoratori nel turismo ma anche di lavoratori per il turismo (terziario e servizi)

È necessario che la Regione Sarda adotti immediatamente misure coraggiose e straordinarie come richiesto sia dalle organizzazioni sindacali che dalle associazioni di categoria e chiarisca una volta per tutte le linee guida che dovranno essere osservate quando finalmente i turisti potranno arrivare.
Il tempo è scaduto e se si vuole salvare almeno una parte dell’occupazione e del fatturato delle aziende del settore è fondamentale adottare protocolli di sicurezza realizzabili e non fantasiosi".

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