Golfo Aranci

Mirtò inaugura showroom e laboratori per valorizzare l'artigianato artistico di qualità

OLBIA. Irene Piccinnu e la sua pittura sul tessuto. Mercedes Enne e la tecnica del graffito per la decorazione della ceramica. Mirtò, il Festival internazionale del Mirto, ha trovato una delle sue vocazioni nella valorizzazione del patrimonio artistico di grandi artigiani, capaci di imprimere la loro tecnica e un tocco originale all’interno di creazioni che affondano le radici nella storia e nella tradizione sarda.
Ieri pomeriggio al Museo Archeologico di Olbia è stata inaugurata proprio la mostra dell’artigianato artistico, in collaborazione con la Confartigianato Gallura. Un appuntamento che andrà avanti fino alla chiusura di Mirtò, venerdì 21 agosto, tutti i giorni, dalle 17 alle 22, con ingresso gratuito.
Mirtò e l’artigianato sardo di qualità rinnovano così il loro connubio all’insegna della tradizione. Un momento fondamentale all’interno della rassegna del Festival internazionale del Mirto. Dopo l’esordio dello scorso anno al teatro Michelucci, in questi giorni il Museo Archeologico si è trasformato in un grande showroom che accoglie il movimento degli artigiani di Olbia.

I LABORATORI ARTIGIANI. In parallelo si svolgono i laboratori artigiani, sempre in collaborazione con la Confartigianato Gallura, tra via Amsicora e Via Romana. Prima protagonista, ieri pomeriggio, proprio Irene Piccinnu, artista e designer, che ha applicato la propria tecnica di pittura sui tessuti agli abiti, diventando un punto di riferimento per una moda alternativa e di classe. “Le mie opere sono dipinte a mano, usando la tecnica antichissima della xilografia, l'incisione in rilievo in cui si asportano dalla parte superiore di una tavoletta di legno le parti non costituenti il disegno – spiega la Piccinnu -. In questi anni ho sperimentato questa tecnica, usata anche per la stampa dei giornali, sui tessuti, cercando delle decorazioni della tradizione sarda, incise su vestiti, tappeti e scialli. Sono molti anni che applico il mio lavoro su vari tessuti, negli ultimi tempi sono passata agli abiti, dopo essere stata contattata dal mondo della moda”.
Un lavoro artistico di un’artigiana olbiese doc, che ha portato le sue tele ad essere esposte al Museo di Aggius e i suoi abiti a sfilare in tutta la Sardegna. “Mirtò è un appuntamento importante, hanno sempre creduto nel nostro lavoro e lo fanno conoscere, coinvolgendo i visitatori e raccontando le nostre opere – conferma Irene Piccinnu -. Quest’anno è stata lanciata la novità dei laboratori. Ieri ho mostrato la tecnica della pittura su stoffa, usando semplicemente pennelli e colori. Il pubblico ha mostrato interesse”.

GLI ARTISTI. Mercedes Enne è una ceramista. Utilizza la tecnica del graffito per decorazioni eseguite a mano. Un sistema a intaglio sull’argilla con cui realizza elementi di arredo. Una tecnica solo manuale, senza l’uso del tornio. “Lo smalto ricopre lo strato superficiale dell’argilla, io intervengo manualmente graffiando la superficie con disegni che sull’argilla bianca hanno un effetto in chiaroscuro molto particolare – racconta Mercedes Enne -. I laboratori artigiani organizzati da Mirtò insieme a Confartigianato ci consentono di far conoscere il nostro lavoro a un grande pubblico, soprattutto in un momento difficile a livello commerciale come quello che stiamo vivendo. Io preparerò un piatto e un vaso, cercherò di spiegare la tecnica di lavorazione con disegni semplici e con una decorazione manuale”.

ARTIGIANATO ARTISTICO. Mirtò si conferma così un contenitore per promuovere le realtà economiche locali, passando dalla grande tradizione del mirto, all’enogastronomia fino alla manifattura di qualità. Al Museo Archeologico espongono artigiani provenienti da tutta la Gallura: Giuseppe Livesi, artigiano del legno di Luras; Antonello Meloni per il sughero da Calangianus; l’azienda Essere Style di Arzachena, che espone oggetti in seta. Poi le ceramiche Varalto, l’artigiano del ferro Gianni Pintus, la falegnameria di Salvatore Spano. “Il nostro obiettivo è quello di valorizzare un comparto artistico di altissimo livello anche sul piano commerciale – spiega Federico Fadda, segretario della Confartigianato Gallura -. Abbiamo una grande tradizione, imprese artigiane di grande valore, ci servono anche i mercati. Mirtò e il Festival internazionale del Mirto, con la loro vetrina, ci danno la possibilità di mostrare le competenze tecniche e l’altissima qualità di queste opere, valorizzandole a livello commerciale, facendole crescere e imponendole all’attenzione di potenziali acquirenti”.

IL PROGRAMMA. Mirtò ha scelto come centro nevralgico il Museo Archeologico di Olbia, insieme al cortile-patio dell’ex Scolastico dove ci sarà il “Wine Garden Movie” e via Olbia, che diventano un’area espositiva, dove gli artigiani galluresi, di Samugheo - con la mostra del tappeto “Tessingiu” - e provenienti da altre parti dell’isola, allestiranno i loro stand con prodotti che rappresentano la grande capacità manifatturiera della Sardegna.

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