Ampliamento della discarica di Spiritu Santu, Li Gioi (M5s):"Ennesima mortificazione del territorio"

OLBIA. “Oltre 150 mila metri cubi di rifiuti distribuiti su una superficie di circa 4 ettari. È questa la portata dell’intervento di realizzazione del nuovo modulo della discarica consortile di Spiritu Santu. Un ampliamento finanziato con due milioni di euro dall’assessorato regionale all’Ambiente che, accolta la richiesta del Cipnes, ha autorizzato l’ennesima mortificazione del territorio concedendo ulteriori superfici da destinare al deposito del secco residuo”.
“Quello che fatichiamo a capire e che, assieme ai residenti di Murta Maria e Porto San Paolo, ho denunciato in numerose occasioni, è il motivo per il quale la Regione abbia dato il via libera all’ingrandimento di una discarica ormai esaurita, una bomba ecologica certificata. La presenza di elementi altamente inquinanti che nel tempo hanno contaminato le falde acquifere adiacenti l’area in uso al Cipnes è infatti emersa dall’esito della relazione ufficiale del Piano di caratterizzazione della discarica. Un dossier redatto dalla società Arcadis di Milano per conto del Cipnes, il cui contenuto lo stesso Cipnes ha per lungo tempo occultato, e nel quale la presenza di sostanze tossiche, come l’arsenico, il piombo e il benzene (per citarne solo alcune) in misura notevolmente superiore alle soglie consentite per legge risulta comprovata”.

Così il consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi, che sin dall’avvio del suo mandato ha preso a cuore la vicenda presentando vari atti ispettivi in Consiglio regionale, interviene alla luce dello stanziamento di ulteriori fondi pubblici destinati al completamento del nuovo modulo della discarica.
“L’inquinamento odorigeno lamentato dai residenti – prosegue Li Gioi - rappresenta soltanto un’infinitesima parte dei disagi prodotti da un’attività che per anni ha fatto un uso indiscriminato di un’area che ricade in un territorio a forte vocazione turistica senza mai bonificarla”.
“Non permetteremo che la Regione prosegua su questa strada, ignorando dati certi e allarmanti, ma soprattutto non curandosi dei danni che un tale livello di inquinamento può procurare all’ambiente e di conseguenza ai cittadini, la cui salute viene messa a serio rischio”.

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