Bufera sulla Regione per il caso discoteche, Marino (M5s): "Si renda pubblico il parere del Cts"

OLBIA. Il deputato del movimento cinque stelle, Nardo Marino, con una interrogazione ha richiesto al Governo l'acquisizione sul parere del comitato tecnico scinetifico in merito alla riapertura delle discoteche in Sardegna. Ecco le parole del deputato: "Alla luce di quanto riportato dalla trasmissione televisiva Report in relazione alla riapertura delle discoteche nel mese di agosto, è necessario e improcrastinabile un atto di trasparenza e di rispetto verso tutti i sardi da parte della giunta regionale. Il presidente Solinas deve rendere pubblico senza ulteriori esitazioni il parere del Comitato Tecnico Scientifico che sarebbe alla base della decisione di aprire le discoteche in tutta l’isola nonostante i focolai in atto in alcune zone sconsigliassero la promulgazione dell’ordinanza 38 dell’11 agosto.

Serve un’assunzione di responsabilità che chiarisca definitivamente cosa sia realmente avvenuto e soprattutto per quale motivo e in base a quali criteri scientifici il presidente della Regione, dopo una iniziale ritrosia testimoniata da articoli di stampa dell’epoca, abbia improvvisamente cambiato idea, cedendo alle pressioni dei proprietari di noti locali notturni, in particolare della Costa Smeralda, rese note da diversi consiglieri regionali. Siamo di fronte a un caso lampante di malagestione, peraltro avvallata da alcuni esponenti nazionali di spicco dei partiti che governano la Regione Sardegna, della situazione pandemica che necessita di un serio approfondimento a tutti i livelli. Alla luce di queste considerazioni e dello stato di evidente difficoltà della sanità isolana alle prese con la fase due della pandemia, sto per depositare un’interrogazione rivolta ai ministri della Salute e degli Affari regionali per chiedere al Governo di acquisire il parere del Cts sulla riapertura delle discoteche e una verifica approfondita sulle problematiche che stanno investendo il sistema ospedaliero dell’isola, anche valutando l’ipotesi di un commissariamento della sanità regionale.
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SIDDURA