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Covid-19: in arrivo i medici militari nell'ospedale da campo a Nuoro

OLBIA. “Accogliendo la richiesta dell’Assessorato alla Sanità della Regione Sardegna e del Sindaco di Nuoro, la Difesa invierà nei prossimi giorni 5 medici, 6 infermieri militari, oltre ad un numero ancora da definire di personale in supporto logistico della Brigata Sassari, nell’ospedale da campo recentemente allestito dalla Croce Rossa e dalla Protezione Civile nella città di Nuoro.” - rende noto il Sottosegretario alla Difesa, Giulio Calvisi, con delega alla Sanità Militare.

“Il personale sanitario militare consentirà l’apertura dell’ospedale, che sarà quindi operativo ed ospiterà un reparto COVID semi-intensivo con 20 posti letto e relativi servizi. L’impiego dei nostri medici militari contribuirà ad alleggerire la pressione sull’ospedale San Francesco di Nuoro.
Ringrazio il Comandante del Comando Operativo di vertice Interforze, Generale Luciano Portolano e il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, per aver messo in campo, in tempi molto brevi, tutto il supporto e le risorse necessarie per contribuire a soddisfare le esigenze dei cittadini nuoresi.
La Difesa continua, inoltre, a fornire anche in Sardegna un importante supporto nell’ambito dell’operazione Igea, dove sono già disponibili almeno 70 persone, tra medici, infermieri, operatori sanitari militari e personale in supporto logistico.
Da ieri è operativo a Sassari il Drive-through della Difesa (DTD) mobile, dove i medici militari, per i prossimi 60 giorni, contribuiranno ad incrementare la capacità giornaliera del Servizio Sanitario Nazionale di effettuare tamponi per la ricerca del virus nel capoluogo turritano.
Questa importante iniziativa partirà il 20 novembre a Cagliari, in Viale Diaz presso il quartiere fieristico della Fiera della Sardegna.  Il Drive-through della Difesa (DTD) sarà attivo anche a Nuoro dal 24 novembre presso l’Ospedale San Francesco mentre ad Oristano i nostri medici militari inizieranno l’attività il 26 novembre, nello spazio SMART del quartiere Torangius.
L’Operazione Igea ha quindi una duplice valenza. Dal punto di vista sanitario contribuirà ad incrementare le potenzialità di tracciamento del virus e, da un punto di vista sociale, consentirà di ridurre i tempi di attesa dei cittadini interessati alle analisi, riducendo quindi i giorni di assenza dal lavoro.
La Difesa continua a garantire il suo incessante e importante contributo per contrastare la diffusione del COVID 19.” – conclude Calvisi.

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