L'Unione dei Comuni della Riviera di Gallura firma convenzione con il Mater Olbia per i tamponi

OLBIA. L’Unione Riviera di Gallura risponde in modo unitario alle richieste di aiuto che arrivano dai cittadini dei rispettivi territori. Sempre più spesso, un sistema sanitario in affanno non riesce a seguire o testare tutti i contatti stretti o tutti i casi sintomatici presenti nelle comunità a causa della congestione derivante dal picco di casi degli ultimi due mesi. Per questo motivo si è scelto di individuare una struttura sanitaria che possa arrivare in soccorso, lì dove la sanità pubblica non riesce, per garantire tempestività di intervento. Difatti nonostante i grandissimi sforzi dei medici dell’Igiene pubblica e delle Usca, ai quali va il ringraziamento per il grande lavoro che stanno svolgendo, i sindaci sempre più spesso ricevono richieste da concittadini che non riescono a fare un tampone in tempi certi.
L’unità di intenti del territorio viene così tradotta in convenzione con il Mater Olbia. Le risorse economiche stanziate saranno equamente suddivise tra i territori dell’Unione: in base anche ad un principio di solidarietà saranno utilizzate da chi ne dovesse avere più bisogno.

Per poter accedere all’esecuzione del tampone, i pazienti con sintomi o con contatti positivi, dovranno rivolgersi comunque al proprio medico di medicina generale che dovrà informare gli uffici dei rispettivi comuni in cui si risiede e inviare la richiesta dell’esecuzione dei tamponi specificandone la motivazione. Nei prossimi giorni verranno comunicati i criteri che ogni singolo ente deciderà di adottare. Per il presidente dell’Unione Riviera di Gallura, Francesco Lai e i sindaci dei comuni membri, Rita Deretta, Giuseppe Porcheddu e Mario Mulas “è stata portata avanti una iniziativa comune per dare risposte condivise a problemi purtroppo condivisi, in questo tempo di pandemia. Siamo certi che le risorse messe in campo e il fondamentale supporto del Mater Olbia possano in questa fase contribuire alla tempestività nella ricerca di casi positivi, e quindi limitare i soggetti potenzialmente esposti. Pensiamo possa essere una risposta pratica anche di supporto alla sanità pubblica che in questo momento ha bisogno dell’aiuto di tutti”.
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