Rivoluzione per i porti di Olbia e Golfo Aranci, approvato il piano operativo triennale

OLBIA. Archiviato il 2020, l’AdSP del Mare di Sardegna volge lo sguardo al prossimo triennio per portare a termine i progetti avviati e pianificare la graduale rivoluzione dei porti sardi in chiave infrastrutturale, funzionale, occupazionale, tecnologica e ambientale.

Olbia riconferma la sua vocazione al traffico passeggeri e mezzi commerciali. Oltre agli interventi di dragaggio e riqualificazione delle banchine dell’Isola Bianca e del porto industriale Cocciani, si prevede una totale revisione e razionalizzazione delle aree di accesso portuale e della viabilità, un’apertura della stazione marittima e delle attività commerciali alla libera fruizione, la riqualificazione dei servizi ai passeggeri e ai crocieristi. Relativamente alla nautica, l’idea progettuale prevede il rilancio del Molo Brin verso il diportismo, la creazione di un distretto della cantieristica nell’area ex Palmera, la progettazione di una canaletta di servizio per le imbarcazioni e la razionalizzazione delle concessioni per nautica nelle due anse del porto interno.

Rivoluzione anche per lo scalo di Golfo Aranci che punta a liberarsi dalla servitù dei binari delle FS e del cavalcavia, che sarà sostituito con un progetto di nuova viabilità alternativa e funzionale condiviso con Comune e Provincia. Per il porto è previsto l’allungamento della banchina dedicata ai traghetti, l’approfondimento dei fondali per rendere agevole l’accosto di navi da crociera di medie dimensioni e l’ottimizzazione dei servizi della stazione marittima. Relativamente alla nautica, il POT da ampio spazio alla concertazione con l’amministrazione comunale per lo sviluppo di nuove attività di rimessaggio e l’individuazione di aree dedicate alla nautica turistica.

“Il Piano Operativo Triennale approvato oggi – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – esprime una visione di compiuta consapevolezza e maturità. Siamo alla fase di passaggio dalla creazione di un’identità originale ad una pianificazione che, forte dell’esperienza e dello stress test sugli scali di competenza, ci conduce a definire i ruoli di ciascuna realtà in base alle reali vocazioni. E’ un piano che trasformerà l’AdSP da mero gestore di infrastrutture nelle quali si ricevono e rilasciano flussi di traffico, a promotore di una più ampia ed articolata dimensione economico-sociale, che interessa la logistica, i servizi, la trasformazione industriale, l’energia, la sostenibilità, l’innovazione tecnologica e, soprattutto, l’occupazione. Una macchina che oggi può dire di aver concluso il suo rodaggio e che, con l’impegno del personale tutto e la sempre presente collaborazione degli organi di governo, di controllo e del cluster portuale, si prepara a sviluppare le più alte prestazioni”.
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