OLBIA

Terreni non più edificabili, ma il Comune chiede l'Imu come se lo fossero: Interpellanza di Piro

OLBIA. Terreni non più edificabili nel futuro dello sviluppo di Olbia. Eppure il comune ha appena avviato le procedure di riscossione dell'Imu come se lo fossero. Il rischio concreto -come denuncia il consigliere Marco Piro- è che tanti cittadini si vedano rcapitare nei prossimi cinque anni avvisi di accertamento con importi consistenti.  Piro ha così presentato una interpellanza chiedendo di adeguare i valori di stima dei terreni alle reali possibilità edificatorie. Ecco le parole del consigliere:

"Dallo scorso mese di Dicembre 2020, sono stati inviati dal Comune di Olbia, numerosi avvisi di accertamento inerenti mancati o parziali versamenti dell’imposta IMU, relativa agli anni 2014 e 2015.
Nello specifico, l’interpellanza riguarda esclusivamente alcune tipologie di terreni fabbricabili, che però materialmente sono a tutti gli effetti, terreni senza volumetria assegnata, e di fatto quindi non edificabili.
Per quanto riguarda i terreni in zona F (turistica-alberghiera) sono distribuiti prevalentemente nelle zone costiere di Porto Rotondo ed in parte nella zona di Murta Maria.
Si tratta di terreni che allo stato attuale, non hanno nessuna possibilità edificatoria, addirittura terreni che nel recente Piano Urbanistico Comunale approvato ed in fase di adozione, sono stati declassati a zone H o zone Agricole, proprio per la loro inedificabilità accertata.
Caso simile riguarda i terreni ricadenti in zone D (terziaria e commerciale) presenti in più aree del Comune di Olbia, che però non sono stati convenzionati. Questi sono terreni dove non è sostanzialmente possibile edificare, e molti di questi, oggi sono in parte occupati da attività agricole.
Le aliquote dell’IMU sono applicate sui valori teorici di tali terreni edificabili.
L’interpellanza volge a stimolare l’amministrazione, ad adottare dei valori di stima delle suddette aree (zone F e zone D non convenzionate) che tengano conto delle reali possibilità edificatorie, degli attuali valori commerciali di suddette aree, della crisi economica, e del deprezzamento subito a seguito dei vincoli idrogeologici successivi alla alluvione del 2013.
Oggi tali valori dei terreni edificabili, sono calcolati dal Comune su stime fatte dal settore urbanistica negli anni 2003, 2004, 2005, periodo sicuramente molto diverso dal punto di vista immobiliare.  Una sentenza della Commissione Tributaria Provinciale del 2014 (come da delibera di giunta n.54 del 2018) riduce i valori unitari dei terreni in zona F da € 105,00/mq a € 5,00/mq. Nella interpellanza si esorta l’amministrazione ad applicare tale valore sin dagli accertamenti dell’anno 2014 e per gli anni successivi.
Il rischio è che numerosi cittadini, siano costretti a ricorrere avverso tali accertamenti, generando numerosi contenzioni, che allo stato attuale si possono ancora evitare.
Riporto un esempio concreto: un terreno in zona F di circa 4.000 mq, senza nessuna possibilità edificatoria, magari ereditato a seguito di successione, solo per l’anno 2015, va a pagare (avviso recapitato), quasi €4.500,00 tra imposta, interessi e sanzioni.
Si intuisce la preoccupazione dei cittadini, che si vedranno recapitare per i prossimi 5 anni, avvisi di accertamento con importi così consistenti.
Il pericolo concreto è che tali beni, possano essere persi dai legittimi proprietari, non in grado di onorare le imposte comunali, od essi siano costrettì a vender al ribasso i propri terreni, proprio per evitare pignoramenti e quanto altro".


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