Il Parco di La Maddalena studia le api che popolano il territorio, il 26 incontro con gli apicoltori

OLBIA. Lo sapevi che le api sono in grado di fornire una mole notevole di dati sullo stato di salute dell’ambiente?
 Per conoscerne la popolazione presente nel Parco, l’ente di gestione ha rinnovato la convenzione con l’Università di Sassari – Dipartimento di Agraria per ulteriori due anni.
 Il progetto è svolto in collaborazione con il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni –capofila, Parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese, Parco Nazionale del Circeo e Parco nazionale dell’Asinara, nell’ambito della Dirttiva del Ministro per l’indirizzo delle attività dirette alla Conservazione della biodiversità (ex cap1551).
 Molte le attività in programma tra la quali l’incremento delle conoscenze sui Lepidotteri diurni e sugli Apoidei selvatici (generi Apis e Bombus e altri apoidei) e sui Sirfidi e sulla conoscenza relativa alla sulla presenza di metalli pesanti e pesticidi negli apiari (attività già iniziata).
 Oltre ad attività di comunicazione rivolte al grande pubblico e di formazione rivolte al personale del Parco, il progetto ha lo scopo di elaborare e gestire il Piano di biomonitoraggio.
Il progetto, finanziato dalla Direttiva sulla Biodiversità del Ministero dell’Ambiente, ha dato dei primi ottimi, risultati relativi al progetto.
I tipi pollinici identificati finora sono circa 450, con uno spettro molto vario – dal mirto ai lecci, dall’euforbia agli eucalipti - con potenzialità nettarifere dell’area di Maddalena e Caprera che potrebbero essere intercettate con una più corretta gestione temporale dei melari per ottenere, ad esempio, mieli uniflorali.

Attività interessante anche nella prospettiva di una valorizzazione delle produzioni mellifere dell’area del Parco attraverso un coordinamento dell’attività delle imprese che operano in loco e la definizione, in prospettiva, di schede tipologiche di mieli e relativi disciplinari di produzione. 
Considerato, inoltre, che le analisi sui mieli ha preso in considerazione ben 135 principi attivi diversi di quelle sostanze comunemente chiamate “pesticidi”, elenco costantemente aggiornato rispetto alle problematiche dei residui alimentari, a La Maddalena e Caprera nessuna traccia di residui!
Il miele dell’Arcipelago potrebbe essere quindi di grande qualità, ferme restando le ulteriori analisi in corso, anche di ricerca di metalli pesanti. Unica nota stonata è la presenza di Varroa negli apiari, un acaro grande flagello delle api, contro cui si stanno approntando controlli e rimedi di tipo naturale.
Nell’ambito del progetto comunichiamo che  - zona rossa permettendo - il giorno 26 marzo alle ore 16, presso il porticato del Centro di Educazione Ambientale di Stagnali, isola di Caprera, si terrà un incontro con gli apicoltori locali per discutere dell'argomento: "L'apicoltura nel Parco: ruolo ecologico e potenzialità economiche".
L'incontro è organizzato dal Dipartimento di Agraria dell'Università di Sassari e dal Parco nazionale. Tutti gli apicoltori che operano nel territorio del Parco sono invitati a partecipare all'incontro.
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