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Grande successo per "Borgo DiVino" a Porto Rotondo, la notte dedicata al vermentino gallurese

OLBIA. Un borgo interamente dedicato al Vermentino gallurese: merito dell’evento andato in scena ieri a Porto Rotondo, la terza edizione di “Borgo DiVino” organizzato dal Centro commerciale naturale di Porto Rotondo e che ha visto la partecipazione, oltre all’AIS Gallura, del Consorzio di Tutela del Vermentino di Gallura DOCG. La serata è stata l’occasione per evidenziare il crescente impegno nella proposta anche turistica dei Vermentini figli del territorio. Ieri, per tutta la sera, erano presenti i banchetti di degustazioni gratuite in punti strategici del borgo all’interno o accanto alle boutique, e inoltre i vini delle cantine aderenti sono stati presentati durante le cene nei ristoranti. Queste le cantine galluresi presenti: Tenute Ledda, La Contralta, Siddura, Cantina Murales, Tenute Gregu, Un mare di vino, Tenute Olbios, Capichera, Cantina Tani, Cantina del Vermentino di Monti, Tenuta Masone Mannu, Consorzio San Michele.

Un’importante attestato di stima è arrivato da una delle ospiti della manifestazione, la grande sommelier Attilia Medda, che in qualità di delegata di AIS Gallura si è così espressa: «Il Vermentino non è tra i vitigni più antichi per la zona, è arrivato in Gallura nell’800 inoltrato e per anni non è stato tanto valorizzato – il suo excursus storico –. Poi, negli anni ’60, con lo sviluppo della Costa Smeralda, il Vermentino è diventato il vitigno su cui le cantine hanno investito maggiormente. Il Vermentino di Gallura è un vino particolarmente duttile, ama il mare ma non solo. Non dobbiamo dimenticare che è l’unica DOCG di Vermentino che abbiamo in Italia».

La presidente del Consorzio di Tutela del Vermentino di Gallura DOCG, Daniela Pinna, ha ritirato personalmente la targa conferita a Elisabetta Pala in qualità di presidente dell’associazione “Donne del vino”. Queste le sue parole: «Come consorzio abbiamo deciso di partecipare a manifestazioni mirate, che possano portare in alto il nostro vermentino e portarlo a conoscenza anche approfittando del periodo estivo. Una goccia alla volta, la denominazione ha bisogno di affermarsi e in questo modo può farlo: è stata nostra richiesta che oltre alle boutique venissero coinvolti anche i ristoranti, in modo che nella serata di ieri chi si è seduto a cena si è visto offrire prima di tutto un Vermentino di Gallura – spiega Daniela Pinna –. Non si tratta di semplice promozione, ma di insegnare un’abitudine che esiste già nelle altre regioni dove sono presenti denominazioni: e cioè offrire e proporre prima di tutto il prodotto del territorio. Che in questo caso è un prodotto di punta e un’eccellenza italiana».

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