Olbia Arena Elisa 27 agosto 2022Olbia Arena Elisa 27 agosto 2022

I bambini di Golfo Aranci a scuola da Cousteau e Bianco per imparare a proteggere il mare

di Davide Mosca
OLBIA. Seduti sulla spiaggia a formare un cerchio. Davanti a quel mare che sembra aver scelto i colori più belli per l’abito delle grandi occasioni.   Nei loro occhi c’è quella luce di chi è meravigliato e felice allo stesso tempo, nelle loro parole e nelle domande puntuali la curiosità per la storia e la vita di due persone realmente speciali che sono lì davanti a loro. Perché i bambini delle scuole elementari e medie di Golfo Aranci hanno capito molto bene quanto sia straordinaria questa giornata, tra storie di avventure ed esplorazioni, racconti di posti e animali esotici negli angoli più remoti della terra, dagli incontri con le minuscole, ma pericolosissime meduse cubo australiane ai pinguini del polo sud, dalle balene ai grandi squali dell’oceano, dalle spiegazioni scientifiche agli esperimenti pratici per il monitoraggio del mare al progetto di piantare una foresta blu proprio sotto quel mare di casa.

E chissà che una volta adulti qualcuno di loro non decida di seguire le orme di Philippe Cousteau Junior, presidente di EarthEcho International, arrivato a Golfo Aranci direttamente dalla California, esploratore e ambientalista nipote del leggendario oceanografo Jacques Cousteau o di Mariasole Bianco scienziata esperta di conservazione marina, volto noto del programma Kilimangiaro di Raitre che ha fatto di Golfo Aranci la sua base operativa di studio, ricerca scientifica e promozione dei progetti dell’organizzazione che ha fondato: Worldrise Onlus. Entrambi spendono la loro vita per tutelare uno degli elementi naturali più importanti e allo stesso tempo più in pericolo della  Terra e della nostra vita: il mare. 

Di certo c’è il successo dell’iniziativa di ieri, promossa da Worldrise, EarthEcho e zeroCO2 con il patrocinio del Comune di Golfo Aranci e la Regione autonoma della Sardegna per scoprire e divulgare l’importanza della Posidonia oceanica per il mar Mediterraneo. «Abbiamo sviluppato questa attività di educazione ambientale per i bambini in collaborazione con la fondazione americana di cui Philippe è presidente -ha spiegato Mariasole Bianco-. E con il nostro team abbiamo tenuto in questi giorni delle lezioni in classe per spiegare l’importanza di questa pianta marina. Ci siamo però spinti oltre andando ad inserire una parte pratica di interazione dei bambini che li ha visti impegnati in prima persona per sperimentare come piccoli ricercatori quanto avevano imparato. Grazie infatti, al programma Water Challenge di EartEcho, è stato possibile fornire agli studenti un kit, una sorta di vasetto, per misurare i diversi parametri di monitoraggio dell’acqua: temperatura, ossigeno disciolto, ph dell’acqua e torbdità. E questo è il loro modo di sensibilizzare i bambini, ma anche di renderli partecipi facendoli sentire dei piccoli scienziati».  

“Se vuoi proteggere una cosa l’unica strada per farlo è quella di amare quella cosa”, con queste parole Jacques Cousteau, nonno di Philippe, spiegava a chi glielo chiedeva i motivi fondamentali del suo lavoro: trasmettere l’amore per il mare attraverso l’educazione per poterlo conoscere talmente bene da sentire l’esigenza fisica di proteggerlo come si fa con una persona cara. E seguendo il filo di questa importante eredità che Philippe Cousteau Jr è arrivato dall’altra parte del mondo, per la prima volta in Sardegna e a Golfo Aranci, per spiegare quanto sia importante l’attività  di educazione ambientale: «Io ho l’opportunità di girare per il mondo - ha raccontato Cousteau -. Un mese fa ero al Polo Nord e poi nel Mar Rosso, tra pinguini, balene, pesci di ogni tipo e luoghi per me meravigliosi. Ma la cosa che mi motiva di più e mi dà più speranza sono le giornate come quelle di oggi. Mio nonno me lo diceva sempre, prima di parlare di conservazione degli ambienti marini dobbiamo parlare di educazione. Per questo abbiamo creato EarthEcho, perché vogliamo creare una speranza per il futuro, speranza di cambiare le politiche, i sitemi economici, la società. E tutte le strade per il cambiamento passano dall’educazione. Se oggi i temi climatici sono in cima
alle priorità di tutti gli Stati del mondo, lo dobbiamo ad anni d’investimento lavorando con giovani come questi. Perché la consapevolezza crea azione».
Presenti all’iniziativa di ieri anche i consiglieri comunali del comune costiero con le deleghe alla cultura, all’ambiente e al turismo, Alessandra Feola, Paolo Madeddu e Luigi Romano oltre al comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo, Francesco D’Esposito.
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