Un'opera per dire no alla guerra, domani a Olbia verrà presentata "Temporary City"

OLBIA. Verrà inaugurata domani, domenica 27 marzo alle 18 la “Temporary City”, installata dall’artista Nicola Filia in via Dante. È un’iniziativa patrocinata dal Comune di Olbia e la partecipazione è gratuita e aperta a tutti.

«Si tratta di una un’opera realizzata attraverso l'utilizzo di materiali poveri come il gasbeton ed i blocchetti di cemento. L’intento è quello di far riflettere lo spettatore sulla drammatica situazione che in questi giorni vive l’Ucraina. – afferma l’artista -  Viviamo tempi sempre più difficili, stiamo sempre meno attenti al prossimo, all’ambiente, ai valori tutti. L’odio e la rabbia prendono il sopravvento. L’economia sembra essere l’unico interesse che muove gli esseri umani. Non siamo più in equilibrio con il pianeta che abbiamo in prestito e anno dopo anno lo stiamo consumando, condannandolo ad un inesorabile collasso. Temporary City parla di questo, lo fa da tanti anni, ed ora, ad Olbia, vuole porre l’attenzione sulla guerra in generale, ed in particolare su quella che sta distruggendo l’Ucraina. Se davvero vogliamo la pace, dobbiamo cominciare a costruirla a partire dal rispetto reciproco e dall’ascolto del prossimo". 

«Quando Nicola Filia mi ha parlato del suo progetto, mi ha subito colpito l’idea di dire no alla guerra attraverso l’arte. – interviene Simometta Padre, Presidente della Commissione Cultura del Comune di Olbia - La sua “Temporary city” è una città bombardata, disabitata, annientata dalla guerra e dalla distruzione e pone sotto i nostri occhi ciò che essa provoca: immenso dolore, ulteriore odio, ferite profonde e indelebili. Nessuno mai ci potrà convincere che si fa la guerra per avere la pace. Questa è per me una distorsione della realtà. Ripudiamo tutte le guerre in ogni angolo del nostro pianeta, anche quelli dimenticati, e la condanniamo anche come atteggiamento tra le persone nel quotidiano. Grazie davvero all’artista per aver regalato questa importante opportunità di riflessione alla nostra città».

«Promuoviamo l’arte, sempre. Oggi ancora di più, con questa iniziativa volta a farci riflettere sugli effetti devastanti della guerra sulle città e sulle persone. È un inno alla pace a cui tutti ci uniamo, con apprensione e speranza» conclude l’Assessora alla Cultura Sabrina Serra.
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