I piloti non hanno la patente nautica, rischia di saltare il mondiale di moto d'acqua a Olbia

OLBIA. Un cavillo burocratico tutto italiano che rischia di far saltare il mondiale di moto d’acqua a Olbia. Non tutti i piloti in gara, infatti, avrebbero la patente nautica che invece è richiesta dalle normative italiane anche per coloro che si cimentano in competizioni sportive e in circuiti chiusi. Così in attesa che le autorità competenti italiane facciano chiarezza sulla questione la società organizzatrice, Aquabike Promotion, ha deciso di rinviare la seconda tappa dell’UIM-ABP Aquabike World Championship in programma a Olbia nel week end del 10 e 12 giugno.

«Il motivo - fanno sapere gli organizzatori- è dovuto a una controversa interpretazione delle leggi applicabili riguardo la patente nautica per il piloti di moto d’acqua nel momento in cui gareggiano in acque italiane. Per definizione infatti le gare sportive ufficiali sono governate dalle competenti Federazioni e dagli organi sportivi che non prevedono la patente quando la competizione si svolge in “circuiti chiusi e delimitati” ma la legge italiana richiede invece che i piloti siano in possesso comunque di una regolare patente nautica.Queste circostanze sono al di là del nostro controllo e per questo motivo abbiamo deciso di attendere finchè la Federazione Italiana Motonautica (FIM) insieme alla Federazione Internazionale Motonautica (UIM) e al CONI chiariscano questa situazione inaspettata con i competenti organi legislativi in Italia. Siamo fiduciosi che questa questione verrà chiarita quanto prima e non ci saranno più ulteriori ostacoli non solo al Gran Premio di Olbia ma anche nel rispetto di tutte le gare future che si svolgeranno in Italia».
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