Grande successo per lo stand della Regione Sardegna al Salone del libro di Torino

OLBIA. Grande successo sia di pubblico che di interesse per le opere dei 31 editori ospitati dello Stand istituzionale della Regione Sardegna, che offre quest’anno una grande vetrina dell’editoria sarda.
“ La Regione Sardegna crede fermamente nel salone del libro- ha sottolineato l’assessore alla Cultura ed editoria, Andrea Biancareddu. Una fiera importantissima dalla quale vogliamo lanciare un messaggio di pace e di cultura. Siamo orgogliosi come Regione di poter riprendere la partecipazione dopo due anni di interruzione per il Convid. Crediamo molto nella ripresa della lettura - ha detto ancora Biancareddu - soprattutto per cercare di aiutare  gli editori sardi. Dobbiamo invogliare alla lettura. Quest’anno dalla kermesse di Torino vogliamo lanciare di pace ma anche di cultura e scambio tra i popoli.“
 
Molti gli incontri e i dibattiti  allo stand della Regione Sardegna, dove la kermesse del libro entra nel vivo. Tanti i libri, proposti dagli editori presenti, alcuni indipendenti e altri aderenti all’AES (associazione editori sardi) che collabora in sinergia con la Regione Sardegna. Così con un flusso ininterrotto di stimoli e proposte viene data una interpretazione isolana del tema cui è intitolato quest’anno il Salone, “Cuori Selvaggi”, indicando con questo motto la testarda volontà di rinascita con cui tutti dobbiamo affrontare il futuro.
Molto apprezzata la città fenicia di Tharros e la necropoli di Mont’e Prama raccontata ai bambini. Le lezioni si imparano più in fretta quando ci si diverte. I bambini della seconda classe del’istituto elementare Peyron di Torino hanno ascoltato con attenzione le spiegazioni e i racconti sulla città fenicia di Tharros e sulla necropoli di Mont’e Prama di Cabras. Di fronte alle esponenti del museo e della Fondazione di Mont’e Prama, i piccoli hanno ascoltato, parlato, interrogato. Le statue dei Giganti di Mont’e Parma hanno preso di vita e statura davanti agli occhi degli alunni. Una curiosità pronta a sedimentarsi in pillole di cultura.
 
Grazia Deledda dal manoscritto della Sormani. Un racconto della violenza di genere era un altro tema molto atteso. Nei centocinquant’anni dalla nascita di Grazia Deledda, la Biblioteca Sormani ha reso pubblico, lo scorso anno, uno dei suoi più incredibili tesori: un manoscritto autografo della scrittrice nuorese, scritto quasi di getto, che racconta un breve spaccato della vita di Francesca, una ragazza della campagna sarda. Di questo testo è stato anche promosso un reading. Del progetto si è discusso all’interno dello stand della Regione in una tavola rotonda tra al alcuni rappresentanti della Biblioteca Sormani di Milano - e la neuropsichiatra Franca Carboni. Non si possiedono molte notizie sulla storia di questo manoscritto né sulla genesi del racconto. Non mancano tuttavia alcuni interessanti spunti di confronto e riflessione con una novella della Deledda pubblicata sul “Corriere della Sera” del 4 luglio 1925 e con il romanzo "Il vecchio e i fanciulli" scritto dalla stessa autrice nel 1928.

Grande interesse ha altresì destato il dibattito su “Un’isola e i suoi eroi”, performance musicale sulla necropoli di Mont’e Prama con le testimonianze di una  civiltà nuragica unica. Dalle sue tombe sono emerse statue maschili di dimensioni eccezionali: due metri, due metri e 20 di altezza. Si tratta di 18 pugilatori, 6 arcieri, 9 guerrieri e due personaggi provvisti di copricapo conico e scudo di cuoio, forse evocanti la casta dei sacerdoti militari. Giganti ed eroi di un altro mondo. Attesa per gli approfondimenti dedicati all’archeologia, con la celebrazione della figura dell’accademico dei Lincei, Giovanni Lilliu, attraverso la sua opera di studioso e la testimonianza delle figlie Caterina e Cecilia nel decennale della scomparsa. La Fiera del Libro di Torino chiuderà i battenti domenica prossima.

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